Trapianto cuore bimbo Napoli: esperti dicono no, la mamma si arrende
Napoli, 30 maggio 2024 – Il piccolo napoletano di due anni e mezzo, già sottoposto a un primo trapianto di cuore lo scorso dicembre, non potrà ricevere un nuovo organo. A formalizzare la decisione, il comitato di esperti riunito all’Ospedale Monaldi, che ha espresso un parere negativo per ragioni cliniche.
Perché il secondo trapianto è stato negato
Secondo fonti ospedaliere, il bambino ha ricevuto un cuore che si è rivelato pre-danneggiato; a distanza di pochi mesi, l’insufficienza cardiaca è tornata in forma severa. Dopo una valutazione multidisciplinare – che ha coinvolto cardiologi, immunologi, anestesisti e chirurghi – l’équipe ha stabilito che:
- il rischio chirurgico di un secondo intervento è troppo elevato,
- il paziente presenta anticorpi altamente reattivi che potrebbero causare rigetto immediato,
- l’aggravamento di altri organi rende inaccettabile il rapporto rischio-beneficio.
La disperazione della mamma: “Mi hanno detto che non ce la farà”
La madre del bimbo, che non ha voluto diffondere il proprio nome per tutelare la privacy del figlio, ha raccontato: “Gli esperti mi hanno spiegato che non c’è più nulla da fare. Sono rassegnata all’idea che il mio bambino non ce la farà”. Da dicembre la famiglia vive nella Terapia Intensiva Pediatrica, in attesa di un miracolo che ora sembra definitivamente svanito.
Quanto dura la lista d’attesa per un trapianto pediatrico?
In Italia il Network Trapianti ha registrato nel 2023 un fabbisogno di 25-30 cuori pediatrici all’anno, contro una disponibilità media di 15-20 organi. Il tasso di successo del primo trapianto infantile supera l’80 %, ma cala drasticamente (sotto il 50 %) nel caso di re-trapianto, specialmente se il primo è fallito precocemente.
Cosa accadrà ora al piccolo paziente
L’équipe del Monaldi ha avviato un percorso di cure palliative. Nei prossimi giorni il bambino verrà trasferito in una struttura dedicata alla terapia del dolore e dell’emozione, dove potrà ricevere il supporto di psicologi, musicoterapeuti e assistenti spirituali. La Regione Campania ha già garantito il coinvolgimento dell’hospice pediatrico di Sant’Anastasia (NA).
Le reazioni della comunità scientifica
Il prof. Marcello Persico, responsabile Cardiochirurgia pediatrica del Monaldi, ha dichiarato: “È una delle decisioni più dure che una équipe possa prendere. Abbiamo esplorato ogni opzione sperimentale, ma il quadro clinico attuale non ci consente di procedere”.
Associazioni come “Un Cuore per la Vita” e Bambino Gesù hanno lanciato un appello per incrementare i donatori pediatrici, sottolineando che ogni 48 ore un bambino in Italia ha bisogno di un nuovo cuore.
Cronologia degli eventi
- Dicembre 2023: primo trapianto di cuore al bimbo di 2,5 anni presso il Monaldi.
- Gennaio 2024: evidenziati segni di disfunzione primaria dell’organo trapiantato.
- Maggio 2024: il comitato esperti esprime parere negativo al secondo trapianto.
- 30 maggio 2024: ufficializzazione della decisione e inizio cure palliative.
Il dramma del piccolo napoletano accende nuovamente i riflettori sulla scarsità di organi pediatrici e sulle sfide cliniche del re-trapianto cardiaco infantile. Una vicenda che tocca il cuore di tutta Italia e che lancia un grido di allarme: diventare donatori può salvare davvero una vita.
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