Campania esce dal Piano di rientro sanità: vittoria al Tar per De Luca
Il Tar del Lazio annulla il debito sanitario regionale: la Campania esce dal Piano di rientro
Con una sentenza storica, il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso presentato dall’ex presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, decretando l’immediata fuoriuscita della Campania dal Piano di rientro sanitario che, dal 2007, condizionava il bilancio e la governance del Servizio sanitario regionale.
Il percorso legale: dal contenzioso al verdetto definitivo
La vicenda nasce dall’impugnazione – promossa da De Luca nel 2021 e sostenuta dall’Avvocatura regionale – dell’ultima ordinanza ministeriale che prorogava il commissariamento sanità Campania. Il Tar ha ritenuto fondate le ragioni della Regione, ritenendo illegittimo il prolungamento del Piano oltre i termini previsti dall’art. 4 della legge 67/2014, che impone una revisione decennale del debito sanitario.
- Data del ricorso: 29 novembre 2021
- Data pronuncia Tar Lazio: 9 maggio 2023 (sentenza n. 5401/2023)
- Effetto immediato: cessazione obblighi di rientro dal 2023
Cosa cambia per la sanità campana dopo l’uscita dal Piano di rientro
L’uscita dal Piano implica due conseguenze di portata sistemica:
- Autonomia finanziaria ripristinata. La Regione non dovrà più destinare annualmente 430 milioni di euro al fondo di rientro, risorse che potranno essere investite in nuove assunzioni, apparecchiature e farmaci innovativi.
- Fine del commissariamento. Il presidente della Regione torna ad essere l’unico interlocutore del Governo, scomparendo la figura del commissario ad acta nominato da Roma.
Il commento di De Luca: «Una vittoria di legalità e cittadinanza»
L’ex governatore, interpellato dopo la pubblicazione del dispositivo, ha dichiarato: «È il risultato di un lavoro certosino: abbiamo dimostrato alla Corte dei Conti un disavanzo sanitario azzerato nel 2022 e un avanzo di 200 milioni nel 2023. Ora la Campania potrà programmare interventi da oltre 1,5 miliardi per nuovi ospedali, tecnologie digitali e contratti integrativi del personale».
Implicazioni nazionali: altre Regioni a rischio contenzioso?
La sentenza potrebbe aprire la strada a ricorsi analoghi di Sicilia, Calabria e Puglia, ancora sottoposte a piani di rientro. Gli addetti ai lavori segnalano che il principio di revisione decennale del debito sanitario – ora recepito dal Tar – potrebbe essere esteso, rendendo più fragile la tenuta del patto sanitario nazionale.
Prossimi passaggi: decreto di uscita e tavolo Mef-Regioni
Nelle prossime settimane il Ministero dell’Economia dovrà firmare il decreto di revoca formale del Piano. Contestualmente, la Conferenza Stato-Regioni ha già calendarizzato un vertice per ridefinire i nuovi parametri di finanziamento della sanità campana, che dal 2024 non sarà più penalizzata dalle quote di rientro.
Il caso campano entra dunque nella storia come primo esempio di rivalsa giudiziaria contro il commissariamento sanitario, stabilendo un precedente che potrebbe ridisegnare l’equilibrio economico-finanziario tra Stato e Regioni nel comparto salute.
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