Salerno, blitz antidroga nel carcere: sequestrati smartphone e stupefacenti
Salerno – Una maxi perquisizione scattata all’alba nella casa circondariale “San Lorenzo” ha portato al sequestro di numerosi smartphone e al ritrovamento di sostanze stupefacenti nascoste tra le celle. L’intervento, definito “straordinario” dalla direzione del penitenziario, ha visto l’impiego di reparti speciali e unità cinofile per contrastare il traffico illecito all’interno dell’istituto.
Le forze impegnate nell’operazione
Alle 6:30 di questa mattina agenti della Polizia Penitenziaria in forza al carcere di Salerno hanno circondato l’edificio, affiancati da personale di rinforzo inviato dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Campania. All’operazione hanno partecipato anche:
- Unità cinofile specializzate del Corpo di Polizia Penitenziaria, con cani addestrati alla ricerca di droga e micro-oggetti elettronici;
- Personale tecnico del reparto informatico per l’analisi dei dispositivi sequestrati;
- Addetti alla videosorveglianza che hanno monitorato in tempo reale ogni zona dell’istituto.
Cosa è stato trovato nel carcere di Salerno
Secondo le prime informazioni ufficiali, i poliziotti hanno recuperato:
- 15 smartphone di ultima generazione, alcuni ancora confezionati, occultati in cavità murarie e all’interno di elettrodomestici delle celle;
- 130 grammi di hashish divisi in dosi monouso, rinvenuti in un cavo di ventilazione del secondo piano;
- 50 grammi di cocaina e un bilancino di precisione, scoperti grazie all’intervento dei cani antidroga;
- Galloni di alcool artigianale, probabilmente prodotto internamente.
Tutte le prove sono ora a disposizione della Procura della Repubblica di Salerno, che dovrà valutare le posizioni di detenuti e collaboratori esterni coinvolti nel traffico illecito.
Un fenomeno sotto controllo, ma non debellato
I dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria evidenziano che nel solo 2023, in tutta Italia, sono stati sequestrati oltre 50.000 telefoni cellulari negli istituti di pena: un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. “Il problema non è solo tecnologico – spiega il garante dei detenuti della Campania – ma riguarda il radicamento dei gruppi criminali che dall’esterno continuano a gestire affari illegali”.
Misure di prevenzione e nuove tecnologie
Per contrastare il fenomeno, il Provveditorato Regionale della Campania ha annunciato l’installazione di:
- Metal detector avanzati in grado di rilevare micro-chip e batterie;
- Scanner a microonde per controllare pacchi e corrispondenza;
- Protocolli di filtraggio del traffico dati su reti Wi-Fi esterne, per individuare interferenze sospette.
Reazioni istituzionali e prossimi passi
Il provveditore regionale, dott.ssa Lucia Castellano, ha ringraziato gli agenti per il lavoro svolto, definendo l’intervento “un segnale chiaro dello Stato verso chi continua a trasformare i penitenziari in centri di spaccio”. Entro 15 giorni è previsto un vertice con il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per valutare l’adozione di dispositivi jammer in grado di bloccare i segnali dei cellulari e di un apparato di videosorveglianza body-cam da assegnare al personale di custodia.
Intanto, i detenuti trovati in possesso del materiale illecito sono stati trasferiti al reparto ad alta sorveglianza; le indagini proseguono per identificare i canali attraverso cui droga e telefonini entravano in carcere. Salerno torna così al centro del dibattito sulla sicurezza penitenziaria, con l’obiettivo di rendere gli istituti più a misura di legge e meno vulnerabili al crimine organizzato.
Lascia un commento