22 febbraio 2005, Milano saluta Don Luigi Giussani: addio al fondatore di CL
Milano, 22 febbraio 2005: nel giorno dell’addio a Don Luigi Giussani
Nel cuore dell’inverno 2005, la città di Milano sospese per un attimo il suo ritmo frenetico. Il 22 febbraio alle 19:20 all’Istituto Sacro Cuore Opus Dei, all’età di 83 anni, spirava mons. Luigi Giussani, sacerdote teologo, professore universitario e fondatore del movimento cattolico Comunione e Liberazione (CL).
La notizia corse veloce tra le aule universitarie della Statale, le parrocchie di tutta Italia e le redazioni dei giornali: uno dei più originali e influenti pensatori cristiani del Novecento se ne andava nel silenzio, circondato dalla preghiera dei suoi “ragazzi”.
Chi era Don Luigi Giussani, l’uomo dietro CL
Nascita e formazione: il sapore di Desio e la passione per la teologia
Luigi Giussani nacque a Desio (Monza Brianza) il 15 ottobre 1922. Cresciuto in una famiglia profondamente cattolica, maturò presto la vocazione sacerdotale: entrò al Seminario arcivescovile di Milano nel 1933 e fu ordinato il 26 maggio 1945. I suoi anni giovanili furono segnati da una formazione teologica rigorosa ma anche da una curiosità insaziabile per la filosofia, la letteratura e la cultura contemporanea, che lo portarono a conoscere personalmente personalità come Ernesto Buonaiuti, Cornelio Fabro e Karl Rahner.
Docente universitario e “santo laico”: la missione a Milano-Bicocca
Dal 1965 al 1995 insegnò Introduzione alla Teologia alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano (oggi ricomprendente l’ex Polo Bicocca). Migliaia di studenti frequentarono le sue lezioni, affascinati da un approccio che partiva dall’esperienza quotidiana e riscopriva il senso cristiano della realtà. Il rettore prof. Enrico Decleva disse di lui: “Giussani ha trasformato l’aula magna in una chiesa a cielo aperto”.
La nascita di Comunione e Liberazione: dal 1954 al riconoscimento pontificio
Il 15 febbraio 1954, sulle rive del lago di Orta, Giussani fondò il Gruppo Studenti Gioventù Studentesca, seme da cui germoglierà Comunione e Liberazione. Il movimento ottenne il riconoscimento ufficiale dalla Conferenza Episcopale Italiana l’11 febbraio 1982 e il placet definitivo dalla Santa Sede nel 1984. I numeri oggi parlano chiaro: oltre 60.000 aderenti in Italia, presenza attiva in oltre 90 Paesi e decine di opere educative, assistenziali e culturali sotto il coordinamento di Azione Cattolica CL.
Un lascito che non invecchia: libri, opuscoli e scuole di formazione
I testi fondamentali di Giussani
- Il senso religioso (1972) – oltre 500.000 copie vendute
- Alla ricerca del volto umano (1983)
- In cammino verso l’assoluto (1989)
- Il rischio educativo (1995)
- L’io, il potere, le opere (2001)
I suoi scritti sono stati tradotti in venti lingue e costituiscono testi base nei corsi di formazione cattolica in tutto il mondo.
Il giorno dei funerali: una Milano pregando
I funerali furono officiati dall’allora arcivescovo Dionigi Tettamanzi il 26 febbraio 2005 nella basilica di Sant’Ambrogio. Non c’era un metro di spazio libero: studenti, politici, imprenditori e semplici fedeli si strinsero in un abbraccio di popolo. Il cardinale Ratzinger (futuro Benedetto XVI) inviò una lettera commossa definendo Giussani “servo fedele della Parola”. Le campane di Milano suonarono a morto per ventitré minuti, uno per ogni anno di ministero sacerdotale.
Perché Don Giussani è ancora attuale
A diciannove anni dalla sua scomparsa, le parole di Giussani – “Non si vive dell’imperativo del dovere, ma della seduzione della bellezza” – continuano a interrogare credenti e non credenti. Il suo metodo educativo, incentrato sull’esperienza di senso, è oggi studiato nelle facoltà di pedagogia e nei master di leadership cattolica. A Desio è sorto il Centro Internazionale di Studi Giussaniani, mentre il Meeting di Rimini gli dedica ogni anno una sessione plenaria.
Il 22 febbraio, per molti, non è solo un anniversario: è l’invito a ridomandarsi “chi è l’uomo?” e ad aprirsi, con coraggio, al mistero di un incontro che cambia la vita.
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