Pontecagnano Faiano chiede stato di calamità per le mareggiate del 2025
Violente mareggiate da gennaio a febbraio: il Comune fa appello alla Regione Campania
La Giunta comunale di Pontecagnano Faiano (SA) ha formalmente deliberato la richiesta di stato di calamità naturale indirizzata alla Regione Campania. La misura, approntata in via d’urgenza, intende ottenere il riconoscimento dei danni subiti dall’intero territorio a seguito delle mareggiate incessanti verificatesi tra gennaio e febbraio 2025, che hanno colpito litorali, attività produttive e abitazioni lungo il litorale pico-faianese.
Il danno: sale carico sulle imprese balneari
Dalle prime piene di gennaio alle più violente ondate di febbraio, la costa ha subito erosione, smottamenti e distruzione di infrastrutture destinate al turismo balneare: cabine, gazebo, passerelle, impianti di risalita e sistemi di deflusso delle acque piovane sono stati letteralmente inghiottiti dal mare. Le attività stagionali, già in difficoltà per il minor indotto invernale, temono ora di non poter riaprire in tempo per la stagione estiva 2025.
Le famiglie nel mirino delle mareggiate
Non solo imprese: numerose abitazioni fronte-mare hanno riportato infiltrazioni, annerimento dei muri e, in casi estremi, crolli di tramezzi. Residenti segnalano muffe, umidità di risalita e perdita totale di arredi, aggravando le già precarie condizioni socio-economiche di intere palazzine popolari.
La procedura di richiesta di calamità
Il sindaco, con delibera di Giunta urgente, ha inviato alla Regione Campania la certificazione preliminare dei danni, corredata da:
- perizie geomorfologiche redatte da tecnici comunali;
- foto-diagnostica satellitare comparativa gennaio-febbraio 2025;
- elenco dettagliato delle attività colpite con stima dei costi (oltre 2,3 milioni di euro ad oggi)
Entro 30 giorni la Regione dovrà trasmettere la documentazione al Dipartimento della Protezione Civile nazionale, che valuterà l’istruttoria e potrà decretare lo stato di emergenza.
Cosa cambia con lo stato di calamità
Il riconoscimento comporterà:
- accesso a fondi di solidarietà nazionale (art. 4 DL 194/2009);
- contributi per rimozione detriti e ricostruzione opere di difesa costiera;
- sospensione di tributi locali (IMU e TARI) per le attività colpite;
- possibilità di agevolazioni fiscali e cessione del credito per lavori di mitigazione del rischio idrogeologico.
Una sfida contro il tempo per la stagione estiva
Con l’avvicinarsi dell’estate, l’obiettivo del Comune è assicurare che le spiagge tornino fruibili entro giugno. Il presidente della cooperativa bagnini “Lidi del Sele” afferma: «Senza l’intervento pubblico sarà impossibile ripartire: la sabbia è sparita, i tombini ostruiti e le pompe sommerse. Abbiamo bisogno di macchinari, dragaggi e finanziamenti immediati».
La Giunta ha già previsto la costituzione di un tavolo tecnico permanente con Provincia, Regione e Protezione Civile per monitorare l’evoluzione dell’emergenza. Il primo sopralluogo congiunto è in programma per il 6 maggio 2025.
Pontecagnano Faiano e il cambiamento climatico
Secondo il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), la fascia costiera campana è tra le più esposte dell’intero Mediterraneo. L’innalzamento del livello del mare (+23 cm dal 1900) e l’intensificazione dei venti di libeccio stanno rendendo le mareggiate sempre più frequenti e violente.
La richiesta di stato di calamità non è solo un atto burocratico, ma la chiave di volta per trasformare l’emergenza in una opportunità di resilienza: l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Moriello ha già avviato la progettazione di scogliere sommerse e barriere frangiflutti in gomma riciclata, finanziabili con i prossimi bandi PNRR “Coste”.
Nei prossimi giorni sono attesi i primi riscontri dalla Regione: la speranza di albergatori, pescatori e residenti è che l’istruttoria sia conclusa entro un mese, prima che l’alta stagione turistica faccia definitivamente perdere il treno a un intero comparto economico che, ad oggi, rappresenta oltre il 42 % del PIL locale.
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