Salerno perde 38 Comuni montani: ecco l’impatto della rivisitazione nazionale
La rivoluzione della montanità: -350 comuni in tutta Italia
Il Governo ha tagliato 350 comuni dall’elenco delle aree montane italiane: da 4.065 a 3.715. La revisione, approvata in Conferenza Stato-Città e ratificata dal Consiglio dei Ministri, ridisegna la cartografia dell’entroterra nazionale con un impatto particolarmente pesante sulla provincia di Salerno, che perde 38 dei 63 comuni campani esclusi.
Perché un Comune non è più “montano”
Il decreto ministeriale aggiorna i criteri geologici e altimetrici che sin dal 1971 definiscono l’area montana ai fini della legge 1102/1971. Le principali novità:
- incremento della soglia di pianificazione urbanistica dal 60% al 70% del territorio comunale;
- innalzamento della quota minima da 600 a 800 metri sul livello del mare (con deroghe per zone particolarmente aspre);
- introduzione di parametri aggiuntivi relativi al grado di pendenza e all’accessibilità.
Chi esce dall’elenco perde agevolazioni fiscali, contributi statali e fondi europei destinati alla montagna, con pesanti ripercussioni su bilanci comunali già fragili.
Il cratere salernitano: ecco i 38 comuni fuori lista
Tra i comuni campani, Salerno è la provincia più colpita. Di seguito l’elenco completo dei 38 centri che perderanno i benefici di montagna:
- Acerno
- Agropoli
- Albanella
- Altavilla Silentina
- Amalfi
- Angri
- Atrani
- Baronissi
- Battipaglia
- Bellizzi
- Campagna
- Castel San Giorgio
- Castelnuovo Cilento
- Castiglione del Genovesi
- Cava de’ Tirreni
- Cetraro
- Contursi Terme
- Corbara
- Eboli
- Fisciano
- Furore
- Giffoni Sei Casali
- Giffoni Valle Piana
- Gioi
- Ispani
- Laurino
- Magliano Vetere
- Mercato San Severino
- Minori
- Montecorvino Pugliano
- Nocera Inferiore
- Nocera Superiore
- Ottati
- Pagani
- Palomonte
- Pellezzano
- Pontecagnano Faiano
- Salvitelle
- San Cipriano Picentino
(La lista è indicativa; il provvedimento finale verrà pubblicato entro 30 giorni nella Gazzetta Ufficiale)
Quali risorse perderanno i comuni esclusi
L’uscita dall’elenco comporta:
- esclusione dal Fondo nazionale per la montagna (circa 90 milioni l’anno in Campania);
- perdita delle aliquote IMU e TASI ridotte per le seconde case;
- fine dei contributi per viabilità e scuole previsti dal PNRR – Misura 3.1 “Reti di prossimità”;
- blocco di finanziamenti PSR e Leader (Programma di sviluppo rurale).
La reazione degli enti locali
Il presidente della Provincia, Michele Strianese, annuncia ricorso al TAR: “Salerno subisce un colpo al cuore. Privare 38 comuni degli incentivi significa condannare borghi e piccoli comuni a una lenta agonia demografica”.
Analogo passo preannunciano i sindaci di Agropoli e Cava de’ Tirreni, che parlano di “discriminazione territoriale”.
Cosa succede adesso
Il Ministero per il Sud e la Coesione territoriale ha aperto un tavolo di confronto con Regioni e Anci: entro 90 giorni potranno essere presentate osservazioni. Nel frattempo, il Consiglio regionale della Campania ha calendarizzato un’audizione sul tema per il 18 luglio.
Conclusione: una montagna che si “appiattisce”
Con la nuova mappa, la Campania perde il 14% dei suoi comuni montani, ma la percentuale sale al 40% nel solo Salernitano. Un cambiamento epocale che rischia di vanificare anni di politiche di contrasto allo spopolamento e di valorizzazione dell’entroterra. Per i 38 comuni coinvolti – e per migliaia di cittadini – è ora la corsa contro il tempo per evitare il baratro finanziario.
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