Valiante denuncia: Salerno senza campi, lo sport muore e i giovani esodano
Non è solo mancanza di spazi, è un’emergenza sociale. Gianfranco Valiante, ex assessore provinciale allo Sport e attuale presidente del CUS Salerno, lancia l’allarme: “Salerno perde ogni anno campi, palestre e piscine. Le società faticano a iscriversi ai campionati e i ragazzi vanno via”. La mancanza di impianti sportivi a Salerno, secondo l’ex dirigente, sta colpendo duramente l’intero movimento giovanile cittadino e minaccia di trasformare la capitale della provincia in un’area di “esodo sportivo”.
Stop agli investimenti: negli ultimi dieci anni persi 7 strutture
Dall’analisi di Valiante, effettuata attraverso i dati ufficiali del Coni e delle federazioni sportive, emerge un dato impietoso: tra 2013 e 2023 Salerno ha perso sette impianti polivalenti, mentre altri quattro versano in condizioni di totale abbandono. Piscine chiuse, campi da calcetto trasformati in parcheggi, palestre scolastiche sfitte da anni: “Una ferita che colpisce soprattutto le fasce d’età 6-18 anni”, spiega Valiante su Facebook, dove ha pubblicato un lungo post diventato virale in poche ore.
Le criticità: tetti che cadono e spogliatoi impraticabili
Spogliatoi allagati, riscaldamenti rotti, piste d’atletica irregolari: sono le immagini quotidiane che accompagnano ogni allenamento delle oltre 120 società sportive cittadine. La Palestra “De Simone” al rione Carmine, ad esempio, è chiusa dal 2021 a causa di infiltrazioni di acqua piovana e amianto; il Centro Sportivo “S. Leonardo” ha ridotto l’offerta di corsi per non poter più garantire la sicurezza delle tribune. “I ragazzi si allenano con 4 gradi all’interno, oppure vanno via. Così non si costruisce il futuro”, denuncia Valiante.
Economicità vs. diritti: perché lo sport non è un costo ma un investimento
Per il presidente del CUS, la questione non è solo tecnica ma culturale: “Ogni euro speso nello sport genera 3,4 euro di ritorno economico sul territorio”, cita lo studio di Banca d’Italia del 2022. “Invece di investire in sicurezza e manutenzione, si preferisce lasciare che le strutture vadano in malora. Risultato: genitori costretti a portare i figli in provincia, diminuzione dell’offerta formativa e perdita di posti di lavoro”.
I numeri del disagio
- 42% degli atleti under 14 di Salerno si allena fuori città
- 120 le società sportive registrate, ma 40 hanno rinunciato ai campionati 2023-2024
- 5 milioni di euro di fondi regionali rimasti inutilizzati per mancanza di progetti
La proposta di Valiante: un “Piano Salerno Sport 2030”
Valiante ha consegnato al sindaco Vincenzo Napoli e all’assessore allo Sport Marco Fiordelisi un dossier di 40 pagine contenente 10 proposte concrete:
- Riqualificazione immediata di cinque palestre scolastiche tramite fondi Pnrr
- Concessioni ventennali a società sportive che garantiscano manutenzione ordinaria
- Hub polisportivo nell’area ex Pastena con campi da calcio, tennis e skatepark
- Patto per lo sport con le università: laboratori gratuiti di educazione fisica nelle periferie
- Task force anti-degrado composta da tecnici comunali e volontari per verifiche mensili
Allarme generazioni: “Senza sport si perdono i valori”
“Chiudere un campo equivale a chiudere un luogo di crescita personale”, conclude Valiante. “Lo sport insegna regole, rispetto, collaborazione. Se Salerno non interviene subito, perderà non solo atleti ma intere generazioni”. La speranza, adesso, è che la politica ascolti: il consiglio comunale ha calendarizzato per il 27 maggio un’audizione pubblica sul tema. Sarà l’occasione per trasformare le parole in azioni concrete, prima che l’ultimo pallone esca definitivamente dal campo cittadino.
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