Porto Salerno: Fit Cisl, la sentenza Cartour minaccia il modello portuale italiano
La posizione ufficiale di Fit Cisl: «Nessuno stravolgimento del modello portuale»
Porto di Salerno – «Il modello portuale italiano non può essere messo in discussione da interpretazioni che rischiano di alterarne l’equilibrio normativo e operativo». Con questa dichiarazione congiunta, Massimo Aversa (Segretario Generale Fit Cisl Campania), Massimo Stanzione (Segretario Generale Presidio Fit Cisl Salerno) e Gennaro Imperato (Coordinatore Regionale Porti Fit Cisl Campania) intervengono ufficialmente sul pronunciamento del TAR Campania che autorizza la società Cartour a gestire servizi di roll-on/roll-off (Ro-Ro) all’interno dello scalo salernitano.
Contenuto della sentenza Cartour e impatti sulle Autorità di Sistema Portuale
Secondo il sindacato, la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale «è destinata a produrre effetti sull’intero sistema logistico nazionale». L’interpretazione dei giudici, sostengono i rappresentanti Fit Cisl, rischia di:
- scardinare il delicato equilibrio tra concessioni esclusive e libero mercato nel trasporto merci;
- creare un precedente giuridico che potrebbe essere replicato in altri porti italiani, da Genova a Gioia Tauro;
- indebolire la programmazione strategica dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.
Perché il modello italiano è considerato “eccellenza” in Europa
L’organizzazione sindacale ricorda che il modello italiano, basato sull’interazione tra Autorità di Sistema Portuale, concessionari terminalistici e operatori logistici, è citato dalla Commissione Europea come “best practice” per:
- garantire concorrenzialità effettiva senza dumping tariffario;
- assicurare investimenti infrastrutturali pluriennali;
- tutelare diritti e tutele dei lavoratori portuali attraverso contratti collettivi nazionali.
Il rischio di “regime di liberalizzazione selvaggia”
«Se l’interpretazione del TAR dovesse prevalere, si aprirebbe la strada a un regime di liberalizzazione selvaggia che favorirebbe solo grandi gruppi multinazionali, scoraggiando gli investimenti di medio periodo», avvertono Aversa, Stanzione e Imperato. La Fit Cisl chiede quindi al Ministero delle Infrastrutture e alla Conferenza delle Regioni di:
- intervenire con ricorso in appello al Consiglio di Stato;
- accelerare la revisione normativa sulle concessioni demaniali marittime;
- aprire un tavolo di confronto permanente con i sindacati e le imprese del settore.
Prospettive per il porto di Salerno
Il porto di Salerno, terzo scalo campano per traffico Ro-Ro e crociere, sta attraversando una fase di forte espansione: nel 2023 ha movimentato oltre 2,5 milioni di tonnellate di merci e registrato un +18% di passeggeri crocieristi. «Un eventuale stravolgimento delle regole rischia di vanificare gli sforzi fatti per rendere Salerno hub integrato di logistica, turismo e commercio nel Mediterraneo centrale», conclude Imperato.
La Fit Cisl si dice pronta a «difendere con ogni strumento legittimo il modello portuale italiano, affinché continui a rappresentare un volano di crescita economica e di sviluppo occupazionale per il Mezzogiorno e per l’intero Paese».
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