Crac Ifil a Mariconda: nuovo rinvio al 20 aprile per l’appello, attesa cresce in città
Cronaca di un rinvio: l’appello sul crac Ifil salta al 20 aprile
Il Tribunale di Salerno ha ufficialmente rinviato al 20 aprile 2024 l’udienza decisiva del processo d’appello sul crac Ifil, la vicenda giudiziaria legata alla fallita riconversione dell’ex Pastificio Amato di Mariconda (Salerno). Il nuovo calendario, annunciato questa mattina in aula, si colloca a pochissime ore dalla chiusura delle liste elettorali per le elezioni amministrative previste a maggio, alimentando ulteriormente il dibattito politico cittadino.
Cosa c’è in gioco: 15 milioni di euro di danni e un’area industriale abbandonata
L’inchiesta riguarda il crollo della Ifil s.r.l., società partenopea aggiudicataria nel 2014 del progetto di bonifica e rigenerazione urbana dello stabilimento dismesso di via Ligea. L’accusa contesta:
- bancarotta fraudolenta per distrazione di oltre 15 milioni di euro di finanziamenti regionali e comunitari;
- falso in bilancio e omessa comunicazione di crisi da parte dell’allora vertice societario;
- danneggiamento ambientale: l’area, ancora oggi, presenta amianto e rifiuti speciali non smaltiti.
Secondo i pm, i fondi europei destinati al recupero dell’ex Pastificio Amato sarebbero stati in parte deviati su società estere e in parte assorbiti da costi gonfiati mai giustificati.
Gli imputati e le posizioni nel processo
Tra gli imputati figurano l’ex presidente di Ifil Piero De Martino, l’amministratore delegato Luisa Ruggiero e tre consulenti tecnici esterni. Nel primo grado, nel luglio 2022, il Tribunale di Salerno aveva condannato De Martino a 7 anni e 6 mesi e Ruggiero a 6 anni. Gli altri imputati erano stati assolti. Le difese, assistite dagli avvocati Paolo Ferraro e Giulia Lucibello, puntano ora a far ridimensionare le pene o a ottenere ulteriori assoluzioni.
Perché il rinvio può influenzare le elezioni a Salerno
Il 20 aprile sarà l’ultima udienza dell’appello: in quella data la Corte di Appello di Salerno emetterà la sentenza definitiva. L’esito potrebbe riversarsi sulla campagna elettorale, visto che:
- le liste per le elezioni comunali dovranno essere depositate entro il 22 aprile;
- nessun partito ha ancora preso posizione ufficiale sulla bonifica dell’ex Pastificio Amato;
- l’area, simbolo di degrado urbano, è al centro del programma di rigenerazione di almeno tre coalizioni.
“Per i cittadini di Mariconda e dei quartieri limitrofi la sentenza è un passaggio fondamentale”, spiega il presidente del comitato residenti, Arturo Salese. “Da dieci anni aspettiamo risposte concrete sulla bonifica e su un parco urbano che valorizzi l’ex stabilimento.”
Il futuro dell’ex Pastificio Amato: un’opportunità da 52 mila metri quadri
L’ex Pastificio Amato si estende su 52.000 metri quadrati in una zona strategica a pochi minuti dall’autostrada A3 e dalla stazione di Salerno. Il Comune ha già approvato un piano di recupero da 28 milioni di euro, ma l’iter è fermo perché l’area è ancora sotto sequestro. Se la Corte d’Appello confermerà il sequestro definitivo dei beni della Ifil, i fondi europei potrebbero essere riassegnati entro il 2025.
Prossimi passaggi: 20 aprile, sentenza e (forse) il via ai lavori
L’udienza del 20 aprile sarà pubblica, con inizio alle ore 10.00. Al termine, entro 90 giorni, verranno depositate le motivazioni. Solo dopo la sentenza – e l’eventuale riassegnazione dei fondi – potrà partire l’appalto per la rimozione dell’amianto e la messa in sicurezza. L’ambizione dell’amministrazione uscente è far abbattere i primi costoni proprio nel 2024, a cinquant’anni esatti dalla chiusura dell’ultimo reparto.
Stay tuned: aggiornamenti dal Tribunale di Salerno e da Mariconda saranno pubblicati nei prossimi giorni.
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