Trapianto cuore bimbo Napoli: 7 indagati per omicidio volontario
Caso Domenico Caliendo: sette sanitari iscritti nel registro degli indagati dopo la morte del bambino di 8 anni
Il trapianto di cuore danneggiato che ha tolto la vita a Domenico Caliendo, bambino di 8 anni, ha portato l’inchiesta della Procura di Napoli a iscrivere nel registro degli indagati sette professionisti sanitari. Il piccolo, operato il 7 gennaio 2024 all’Ospedale Monaldi, è morto sabato scorso dopo quasi due mesi di coma. L’accusa ipotizzata è omicidio volontario, secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, Raffaele Caliendo.
Chi sono gli indagati
Agli atti del procuratore aggiunto Edoardo Borrometi e del sostituto Giulia Arvonio figurano:
- medici cardiochirurghi dell’A.O. Monaldi
- anestesisti e infermieri della terapia intensiva
- una dirigente del nosocomio partenopeo, iscritta successivamente ai primi sei indagati
Non risultano, al momento, indagati dipendenti dell’ospedale di Bolzano che aveva prelevato l’organo.
La catena degli errori e le accuse degli esperti
Perché il trapianto è fallito
Secondo i primi accertamenti del consulente tecnico della famiglia, il cuore assegnato a Domenico presentava lesioni ischemiche importanti che ne avrebbero compromesso la funzionalità già prima dell’impianto. Le lesioni, emerse in fase di analisi post-trapianto, sarebbero state visibili e documentate prima dell’intervento, ma ignorate dai chirurghi.
“Omicidio volontario, non colposo”
L’avvocato Raffaele Caliendo, legale dei genitori, ha spiegato: “Il reato ipotizzato non è omicidio colposo, bensì omicidio volontario: c’era piena consapevolezza del rischio concreto di morte e il procedimento si è ugualmente avviato”. La famiglia chiede ora giustizia e trasparenza sulle responsabilità sanitarie.
Reazioni e prossimi passaggi dell’inchiesta
Il cordoglio dell’Azienda Monaldi
L’azienda ospedaliera ha espresso profondo cordoglio ma si è riservata di “collaborare con l’autorità giudiziaria”, evitando ulteriori commenti sull’inchiesta aperta.
Nelle prossime settimane
- Audizione dei consulenti tecnici nominati dal pm
- Analisi integrale della cartella clinica e dei referti pre-trapianto
- Possibile richiesta di incidente probatorio per valutare le immagini ecocardiografiche
Il caso ha riacceso il dibattito nazionale sulla sicurezza dei trapianti pediatrici e sulla necessità di protocolli più rigidi di valutazione degli organi.
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