Crimini ambientali, il generale Parrulli in Campania: “Stop alla Terra dei fuochi
Napoli, 24 giugno 2025 – Per due giorni consecutive il generale di divisione Fabrizio Parrulli, comandante delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma, ha scandagliato la Terra dei fuochi per verificare sul campo l’efficacia dell’offensiva dello Stato contro i crimini ambientali. Al suo fianco il generale di brigata Ciro Lungo, comandante regionale dei carabinieri forestali.
Il piano antiecodisastri in azione
L’agenda d’inspection è stata fitta di appuntamenti. Parrulli ha incontrato i reparti Carabinieri Forestali e il NOE impegnati quotidianamente nel contrasto a traffico illecito di rifiuti, discariche abusive e bruciamenti di materiale tossico. L’obiettivo dichiarato: rafforzare la presenza sul territorio e accelerare le indagini sui casi più complessi, tagliando i tempi fra accertamento e azione giudiziaria.
Focus sulla “Terra dei fuochi”
La zona ad alta criticità, compresa fra le province di Napoli e Caserta, resta uno dei fronti più delicati d’Italia. Qui i militari hanno incrementato i controlli a terra e dall’alto con droni e elicotteri, mappando ogni anomalia termica che possa indicare bruciamenti clandestini. Nel 2024 i carabinieri forestali hanno sequestrato oltre 180 mila tonnellate di rifiuti speciali e arrestato 143 persone, un record che spinge il comando a intensificare ulteriormente l’azione.
- Sequestri 2024: 180.000 t di rifiuti pericolosi
- Arresti: 143 indagati fra gestori e complici
- Controlli aerei: più di 1.200 ore di volo con droni ed elicotteri
- Indagini NOE: 78 aperti nell’ultimo anno
Le sfide future e il ruolo dei cittadini
«Non basta repressione – ha detto il generale Parrulli – servono sinergie con amministrazioni, imprese e scuole per cambiare cultura». Per questo nei prossimi mesi partiranno:
- Percorsi di educazione ambientale nelle scuole superiori campane;
- Linee verdi anti-dumping per segnalazioni anonime da cittadini e imprenditori;
- Tavoli tecnici con Regione Campania e Prefetture per velocizzare lo smaltimento dei rifiuti sequestrati.
Il piano è finanziato con 12 milioni di euro dal PNRR e prevede l’acquisizione di nuove tecnologie: camion laboratorio mobili, sensori satellitari e software di intelligenza artificiale per prevedere i luoghi a rischio incendio.
Le parole del generale Lungo
«Questa non è una battaglia di un giorno – ha dichiarato il generale Lungo – ogni militare sul territorio sa che dietro ogni cumulo di rifiuti c’è una filiera criminale che intacca la salute delle comunità. Il nostro impegno deve essere costante, 365 giorni l’anno».
I prossimi passaggi di controllo sono previsti a luglio, quando alti vertici del ministero della Transizione ecologica visiteranno Napoli per un audit sulle bonifiche già avviate. L’auspicio è che il modello campano diventi, entro il 2026, una best practice esportabile in tutto il Mezzogiorno d’Italia.
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