Atti vandalici nella cappella dell’ospedale di Polla: caccia ai responsabili
Il silenzio della notte è stato interrotto da un gesto di inciviltà che ha lasciato la comunità di Polla senza parole. La storica cappella dell’ospedale locale, luogo di preghiera e rifugio spirituale per pazienti e familiari, è stata vittima di atti vandalici che hanno visto danneggiati e profanati oggetti sacri di grande valore religioso e affettivo. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Sala Consilina, supportati dalle guardie giurate, che stanno analizzando le immagini del sistema di videosorveglianza per identificare gli autori.
La sequenza dei danneggiamenti
L’episodio è avvenuto poco dopo le 23:30, quando un individuo, ancora non identificato, è riuscito a introdursi all’interno della cappella. Una volta dentro, ha agito con violenza, rovesciando il crocifisso che campeggiava sull’altare principale e frantumando una statua di un santo che veniva venerata da decenni dai fedeli. Oltre ai danni simbolici, si registrano anche segni di forzatura sui banchi in legno e vetri rotti, con un bilancio dei danni ancora in corso di quantificazione da parte della direzione sanitaria.
Identificazione sospetta: le indagini in corso
- Le telecamere di sicurezza hanno ripreso una figura sola, con passo deciso, entrare nella cappella
- I militari stanno incrociando i dati con la banca dati delle persone già note per reati analoghi nel Vallo di Diano
- Le guardie giurate, che effettuano i turni di notte, hanno fornito un primo identikit basato su incontri ravvicinati
- La Procura di Lagonegro ha aperto un’inchiesta per vilipendio e danneggiamento aggravato di luogo di culto
La reazione della comunità e delle istituzioni
Il sindaco di Polla, Francesca Capano, ha espresso “profonda amarezza” per quanto accaduto, sottolineando che “la cappella è un simbolo per l’intero ospedale e rappresenta un luogo di conforto per i degenti e le loro famiglie”. La direzione aziendale dell’ASL Salerno ha già avviato la procedura per la ricostruzione e il restauro delle opere sacre, affidando il lavoro a un’impresa specializzata in beni culturali. Intanto, i parrocchiani hanno lanciato una raccolta fondi spontanea per contribuire alla spesa, che si aggirerà su svariate migliaia di euro, e hanno organizzato una fiaccolata di preghiera per il prossimo sabato sera.
La storia della cappella di San Michele
Eretta nel 1956, la piccola chiesa interna all’ospedale “San Luca Evangelista” fu voluta dall’allora direttore sanitario don Domenico Rizzo per offrire un luogo di culto ai pazienti impossibilitati a muoversi. Nel corso degli anni, la cappella è stata rifugio per centinaia di operai ammalati di silicosi provenienti dalle miniere di carbone dell’Alta Valle del Tanagro. La statua danneggiata raffigurava San Michele Arcangelo, patrono del nosocomio, ed era stata donata da una famiglia locale in memoria del figlio caduto durante la Seconda guerra mondiale.
Precedenti e sicurezza rafforzata
Non è la prima volta che la struttura sanitaria pollana finisce nel mirino dei vandali. Nel 2019 furono registrati atti di furti di rame e danneggiamenti al sistema di climatizzazione. Da allora, la direzione ha installato un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, ora fondamentale per le indagini. Si valuta l’introduzione di guardie giurate 24 ore su 24 e l’illuminazione a led con sensori di movimento per dissuadere ulteriori azioni criminali.
Chiunque abbia informazioni utili è invitato a contattare i carabinieri di Polla al numero 0975 32004 o la casella di posta carabinieri.pollasalerno@cc.mil.it. L’invito alla collaborazione è esteso anche ai parenti di pazienti o visitatori che nella serata di ieri abbiano notato movimenti sospetti nei pressi della cappella. La comunità spera in un risolutivo epilogo dell’indagine per restituire dignità a un luogo simbolo di speranza e preghiera.
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