Siracusa Calcio 1924: -6 punti dal Tribunale, ultimo posto in classifica – crisi retribuzionale esplode
La crisi economica del Siracusa Calcio 1924 si traduce in un nuovo durissimo colpo sportivo. Il Tribunale Federale Nazionale (TFN) ha decretato l’ennesima penalizzazione per il club siciliano: seguono sei punti di penalizzazione per il mancato rispetto della scadenza retributiva del 16 dicembre 2023. Con il provvedimento, la squadra azzurra scivola in fondo alla classifica del Girone I di Serie C con appena 17 punti, rendendo sempre più complicata la corsa alla salvezza.
Il provvedimento del Tribunale Federale e la pesante penalizzazione
Il comunicato ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) non lascia spazio a interpretazioni: “Il Tribunale Federale Nazionale, verificato il mancato pagamento degli stipendi entro il termine previsto, applica la sanzione sportiva di sei punti di penalizzazione in classifica al Siracusa Calcio 1924”. La decisione è immediatamente esecutiva e fa perdere alla società aretusea ogni margine di errore nella seconda parte di stagione.
La penalizzazione si somma a quelle già ricevute nei mesi scorsi, aggravando la posizione del club che adesso occupa l’ultima posizione solitaria del girone, a -6 dal penultimo posto. Il rischio retrocessione nella prossima Serie D è concreto: servirebbe una rimonta straordinaria nelle ultime sette giornate di campionato per sperare nella salvezza diretta o nella salvezza play-out.
Origine della sanzione: stipendi non saldati entro il 16 dicembre
La mancata corresponsione degli stipendi di novembre e dicembre 2023 ha fatto scattare il meccanismo sanzionatorio previsto dal Protocollo Salvacalcio siglato tra FIGC e AIC. Il termine ultimo perché i club di Serie C onorassero gli emolimenti era fissato al 16 dicembre scorso; Siracusa Calcio 1924, non fornendo la documentazione attestante i pagamenti, ha esposto la società alla sanzione sportiva.
Secondo il regolamento, la prima violazione comporta la decurtazione di un punto in classifica; la seconda tre punti; da tre a sei punti per ogni ulteriore mancato versamento. Il provvedimento arriva dopo la quarta segnalazione dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e culmina nella maxi-sanzione di sei punti, la più alta prevista in questa fase.
Impatto sulla stagione e reazioni societarie
Con la penalizzazione, il Siracusa scende a 17 punti, a -6 dal penultimo posto occupato dal Castrovillari e a ben -12 dalla zona play-out. Il tecnico Marco Fontana, confermato in panchina nonostante i risultati altalenanti, dovrà ora cercare di tenere unito lo spogliatoio in un momento di profonda tensione.
La società, tramite una nota pubblicata sul proprio sito, ha dichiarato: “Stiamo lavorando con i nostri consulenti per regolarizzare entro breve le retribuzioni e scongiurare ulteriori provvedimenti. Il Siracusa Calcio 1924 riconferma l’impegno a onorare gli obblighi contrattuali verso calciatori e staff”.
Prospettive e strada verso la salvezza
Restano sette gare al termine del campionato: servirebbero almeno 10-11 punti per agganciare la zona play-out e 14-15 per raggiungere la salvezza diretta, ipotesi remotissime visto il rendimento interno (solo due vittorie al De Simone finora). Il calendario non aiuta: tra le avversarie ci sono Lamezia Terme e Turris, entrambe coinvolte nella lotta per i playoff.
Il club potrebbe ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport entro sette giorni, ma la sospensiva è concessa solo in casi eccezionali. L’alternativa è accelerare l’operazione di vendita o trovare un investitore disposto a coprire i circa 400.000 euro necessari a saldare gli arretrati e scongiurare altri -6 punti, pena la retrocessione già nei play-out di fine maggio.
Cosa rischia il Siracusa: penalità ulteriori e possibile esclusione
Se la società non dovesse sanare i pagamenti entro il 16 marzo 2024, scatterebbe un’altra penalizzazione di sei punti, quasi certamente definitiva ai fini della permanenza in Serie C. Inoltre, la mancata iscrizione al prossimo campionato per insufficienza di requisiti patrimoniali è altrettanto concreta: il patto di sindacato con la banca locale è in scadenza e i creditori potrebbero rivalersi sui pochi asset rimasti.
Per i tifosi aretusei, si profila dunque una primavera di fuoco: da una parte la speranza di una risalita improbabile, dall’altra la paura di assistere al crollo definitivo di un marchio storico del calcio meridionale, già fallito nel 1995 e risorto dalle ceneri della Dilettantistica.
La Serie C blinda i controlli: più trasparenza e meno deroghe
Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha ribadito che “non saranno concesse proroghe: il calcio italiano riparte dalla tenuta dei bilanci e dal rispetto dei diritti dei calciatori”. L’introduzione del ‘Fiscal Compliance’ in Serie C impone la verifica trimestrale dei pagamenti e l’obbligo di fideiussione bancaria per l’iscrizione: il Siracusa, per ora, ha evitato il peggio solo grazie alla garanzia di una cordata locale, ma la scadenza del 30 giugno 2024 è dietro l’angolo.
La vicenda rimbalza come monito su tutta la categoria: nelle ultime settimane, anche Potenza** e **Foggia** sono stati toccati da provvedimenti analoghi, segno che la crisi economica post-pandemia non ha risparmiato i club di terza serie. Per il Siracusa, però, si tratta dell’ennesima tegola in una stagione che si ipotizzava di rilancio e che invece rischia di tramutarsi nella delusione finale per una piazza che ha già dimostrato, nella storia, di poter raggiungere anche la Serie B.
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