Salerno al voto, Cammarota lancia un patto anti-abbandono per salvare la città
Il candidato sindaco di “Salerno Capitale” propone un accordo trasversale per affrontare l’emergenza manutenzione del capoluogo campano: 4 milioni solo per il lungomare, bilancio comunale senza accantonamenti.
Una città in rovina e senza risorse: la denuncia di Cammarota
A pochi giorni dal voto, Salerno si trova a fare i conti con una emergenza manutenzione che rischia di paralizzare interi quartieri. Franco Cammarota, candidato sindaco per la lista “Salerno Capitale”, ha lanciato un appello accorato: serve un patto trasversale tra tutti i competitor per evitare il crollo della città.
«Non è più tempo di slogan: i danni sono sotto gli occhi di tutti e il prossimo sindaco erediterà un Comune senza un euro per sistemare strade, marciapiedi, scuole e persino il lungomare», ha dichiarato Cammarota durante un’assemblea pubblica in via Vernieri.
Il crollo del lungomare: 4 milioni di euro per riparare i danni
La cifra è impressionante: servirebbero 4 milioni di euro solo per mettere in sicurezza il lungomare di Salerno. La stima è emersa durante l’ultima seduta della commissione trasparenza del Comune, dove gli uffici tecnici hanno presentato un dettagliato dossier sullo stato di dissesto delle infrastrutture cittadine.
Il nodo però è un altro: nel budget 2024-2025 approvato dalla giunta uscente non risulta alcun accantonamento per opere di manutenzione straordinaria. Un buco da 4 milioni che si somma agli altri 12 milioni stimati per il resto della città, dove:
- oltre 60 km di marciapiedi risultano dissestati o pericolanti;
- 30 edifici scolastici hanno bisogno di interventi anti-sismici;
- la rete idrica perde il 35% dell’acqua per tubature obsolete;
- l’illuminazione pubblica è al buio in 4 quartieri per cavetti bruciati.
Il patto proposto da Cammarota: 5 punti per salvare Salerno
Per evitare il default, Cammarota ha stilato un patto di legislatura da sottoscrivere entro il primo consiglio comunale:
- Stato di emergenza manutenzione: delibera immediata per poter appaltare senza lungaggini;
- Fondo rotativo da 20 milioni: copertura garantita da rientri di evasione e multe stradali;
- Tavolo permanente con le opposizioni: aggiornamento mensile in commissione bilancio;
- Revisione totale delle partecipate: taglio stipendi manager e benefici verso il fondo manutenzione;
- Patto con la cittadinanza: app per segnalare buche e foto obbligatoria entro 48 ore dalla chiusura cantiere.
Le reazioni degli altri candidati: accordo possibile?
Fino a ora Vincenzo Napoli (centrodestra), Marco Galdi (M5S) e Eva Avossa (centrosinistra) hanno risposto con fredda cordialità. Napoli ha dichiarato di essere «disponibile a valutare» ma ha chiesto «un piano economico credibile»; Galdi ha proposto un tavolo tecnico prima del ballottaggio; Avossa ha rimandato a «dopo il voto, se sarò io la sindaca».
Cammarota non demorde: «Se vincerò, firmerò il patto da solo e inviterò tutti in Municipio il 15 giugno. Se perderò, lo presenterò ugualmente: Salerno non può aspettare».
Cosa rischia Salerno senza interventi immediati
Secondo l’associazione ItaliaSicura, senza un piano shock entro 18 mesi la città potrebbe registrare:
- +45% di incidenti stradali per buche e assenza di segnaletica;
- calo del 20% del turismo balneare per il lungomare degradato;
- multe da 3 milioni della Corte dei Conti per danni a cose pubbliche;
- rischio downgrade del rating finanziario che bloccherebbe nuovi prestiti.
Il countdown è partito: 72 ore per rispondere
Cammarota ha dato mandato al suo staff di raccogliere le adesioni entro venerdì 7 giugno, giorno prima del silenzio elettorale. «Metterò online la bozza di delibera e invierò una mail a tutti: chi non risponderà dovrà spiegare ai cittadini perché preferisce lasciare Salerno a marcire».
L’appello è chiaro: la partita non è solo politica, è di sopravvivenza urbana. E il prossimo sindaco, chiunque egli sia, dovrà fare i conti con una città che chiede di essere rimessa in piedi prima ancora di essere rimessa a palazzo.
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