Salerno demolisce il “chiavicone” di Torrione: riparte il ripascimento della spiaggia
Salerno ha compiuto un passo decisivo verso la riqualificazione del suo litorale nord. Nel cuore della costa di Torrione, a pochi passi dall’ex Ostello, è stato abbattuto il tanto contestato “chiavicone”, l’obsoleto collettore in cemento armato che per decenni ha convissuto – male – con sabbia e turisti. L’intervento rientra nel più ampio progetto di Ripascimento Ambito II, finanziato dalla Regione Campania e dal Comune di Salerno, che punta a restituire arenili più ampi, sicuri e accessibili entro l’estate 2025.
Cosa c’era prima: il “chiavicone” simbolo degrado
Realizzato negli anni ’70 come collettore fogna–liquami, il manufatto si era trasformato in un monumento al degrado: 40 metri di calcestruzzo armato a pelo d’acqua, tubature a vista e cattivi odori che spingevano bagnanti e stabilimenti a tenersi alla larga. “Una ferita aperta sul nostro mare” lo definiva l’assessore all’Ambiente Angela Guerriero, annunciando lo scorso settembre la sua rimozione definitiva.
Come è avvenuta la demolizione
L’operazione, coordinata dalla Società Salerno Pulita e da tecnici del Genio Civile, ha richiesto:
- due settimane di preparazione per isolare il tratto ancora attivo della rete fognaria;
- deviazione delle acque reflue in un nuovo collettore subacqueo realizzato con tubazioni HDPE ad alta resistenza;
- abbattimento meccanico del corpo principale del “chiavicone” mediante martello demolitore montato su pontone;
- smaltimento di oltre 150 t di conglomerato cementizio al centro di riciclo di Bellizzi.
Il cantiere ha osservato il divieto di balneazione temporaneo imposto da Capitaneria di Porto per garantire la sicurezza di operai e utenti.
Il cronoprogramma del ripascimento
Con l’eliminazione dell’occhio di riguardo si è aperto il cantiere vero e proprio. Ecco le fasi previste:
- Dragaggio e reintegro sabbioso – entro marzo 2025 saranno prelevati da area offshore 180.000 m³ di sabbia finissima per ripristinare il profilo spiaggia;
- Ricostruzione della duna frontale – 4 m di larghezza e 120 cm di altezza per proteggere l’arenile dalle mareggiate;
- Posa di 450 m di passerelle in legano termotrattato per l’accesso agli ombrelloni e ridurre l’erosione pedonale;
- Reimpianto di 6.000 tufti di Ammophila arenaria, la pianta tipica delle dune costiere che fissa il substrato sabbioso.
Benefici per turismo e ambiente
Il progetto, dal valore complessivo di 4,2 milioni di euro (80 % FSC, 20 % risorse comunali), promette di:
- allargare la spiaggia di oltre 35 metri in alcuni tratti;
- tutelare 12 stabilimenti balneari che contano 2.800 posti letto e oltre 250 addetti stagionali;
- aumentare la capacità di buffer contro il rischio idrogeologico per il vicino quartello scolastico e l’ex Ostello;
- restituire un habitat dunale coerente con la Rete Natura 2000 e la direttiva Habitat.
Le reazioni della politica e dei cittadini
Il sindaco Vincenzo Napoli ha commentato: “Rimuovere il ‘chiavicone’ era un impegno preso con i salernitani. Ora possiamo finalmente immaginare una costa libera da barriere, più bella e sostenibile”. I gestori degli stabilimenti respirano: Mario Santoro, presidente della cooperativa “Lido delle Sirene”, parla di “opportunità per rilanciare l’offerta balneare di qualità, anche in vista del G7 delle Finanze che porterà a Salerno migliaia di delegazioni nel 2026”.
Prossimi appuntamenti
I lavori proseguiranno h24 con due turni fino a fine aprile, salvo condizioni meteo avverse. L’assessore ai Lavori Pubblici Dario Lanzara assicura: “Entro giugno 2025 consegneremo ai cittadini 1,2 km di arenile rinato, completamente pedonabile e attrezzato”. Nel frattempo il Comune ha avviato un percorso partecipativo online per raccogliere idee su arredi, verde e servizi: basta registrarsi sulla piattaforma SalernoinComune entro il 15 marzo.
Per restare aggiornati su calendario, divieti temporanei e modalità di accesso, è attivo il sito www.comune.salerno.it/ripascimento e il canale social dedicato #Torrione2025. L’invito è a “prenotare l’estate a Salerno”, perché la rivoluzione della costa è già in corso.
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