Iran sotto attacco, Israele bombarda il Libano: tensione max in Medioriente
Il Medioriente è precipitato in una nuova, pericolosa fase di conflitto: dopo le prime incursioni aeree statunitensi e israeliane, l’Iran ha reagito con forza, mentre nella notte l’aviazione israeliana ha allargato il fronte colpendo obiettivi nel sud Libano. Esplosioni avvertite fino a Gerusalemme, Tel Aviv, Dubai e Abu Dhabi hanno fatto tremare l’intera regione, alimentando la paura di una guerra più ampia.
Giorno 2 dell’offensiva: Iran sotto pressione, Israele allarga il fronte
Nelle prime 48 ore di operazioni, Stati Uniti e Israele hanno concentrato i loro raid su siti strategici iraniani, accusando Teheran di rappresentare una minaccia nucleare e di destabilizzare la regione tramite milizie proxy. L’Iran ha risposto con lanci di missili e attacchi via droni, rivendicando il diritto di “difendersi da un’aggressione straniera”.
Parallelamente, verso le 2:30 ora locale, jet F-16 israeliani hanno colpito un complesso di edifici nella zona di Tyre, nel sud del Libano, ritenuti un deposito di armi di Hezbollah. Secondo fonti ospedaliere locali, almeno 10 persone sono morte e una ventina sono rimaste ferite. L’esercito israeliano ha confermato l’operazione, affermando di aver “neutralizzato minacce imminenti” alla frontiera settentrionale.
Le reazioni internazionali e l’allerta regionale
I consigli di sicurezza di Gerusalemme, Riyadh, Abu Dhabi e Baghdad sono stati convocati d’urgenza. Il presidente Usa uscente Donald Trump, intervistato da Fox News, ha dichiarato: “Abbiamo tre ottime scelte per la guida dell’Iran se il regime dovesse cadere. Vogliamo una transizione rapida e controllata”, senza però precisare chi siano le figure indicate.
La NATO ha aumentato la vigilanza sulle rotte del Golfo Persico, mentre la Russia ha chiesto un cessate-il-fuoco immediato, avvertendo che “qualsiasi escalation può innescare un conflitto globale”. Anche la Cina ha invitato alla moderazione, sottolineando l’importanza dell’accordo nucleare (JCPOA) ancora formalmente in vigore.
Cos’aspettarsi nei prossimi giorni
Analisti militari contano almeno 150 raid aerei complessivi tra Usa e Israieliani in 36 ore, con danni ingenti a infrastrutture petrolifere e centrali elettriche. Le previsioni per i prossimi giorni sono cupe:
- Possibili attacchi iraniani alla flotta americana nel Golfo con missili anti-nave
- Ritorsioni di Hezbollah su obiettivi civili nel nord di Israele
- Mobilitazione di riserve da parte di entrambi gli eserciti
- Incremento dei prezzi del petrolio (Brent già salito del 6% nell’ultima sessione)
- Nuovi flussi di rifugiati verso l’Europa attraverso la Turchia e il Mediterraneo
Impatti economici e sul trasporto aereo
Le compagnie Emirates, Qatar Airways e Etihad hanno cancellato o deviato decine di voli, mentre l’IATA ha emesso un avviso di sorvolo cautelare per lo spazio aereo iraniano. L’assicurazione dei carichi petroliferi è raddoppiata in 24 ore, col rischio di un nuovo shock sui mercati globali già provati dalla pandemia.
Cronologia degli eventi principali
- 00:15 (ora italiana) – Primi raid USA su impianti nucleari di Natanz e Isfahan
- 02:30 – Israele attacca postazioni Hezbollah nel sud Libano
- 04:00 – Iran lancia 20 missili verde basi USA in Iraq
- 06:45 – Trump parla di “tre opzioni” per il dopo-regime
- 08:10 – Onu convoca d’urgenza il Consiglio di Sicurezza
Con l’intera area del Medioriente in fibrillazione, la comunità internazionale teme che il secondo giorno di guerra possa trasformarsi in un conflitto più ampio e duraturo. Le diplomazie sono al lavoro, ma al momento ogni tentativo di mediazione sembra arenarsi davanti alla spirale di rappresaglie. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se vi sia ancora spazio per una tregua o se, invece, il mondo assisterà a una nuova, lunga guerra nel cuore strategico del Golfo.
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