Polichetti (Udc) sul caso Domenico: “Monaldi come Ruggi di Salerno, serve chiarezza”
L’intervento di Polichetti: un’allerta sulla cardiochirurgia campana
La morte di Domenico, il bambino di 9 anni deceduto dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli, ha riacceso il dibattuto sulla sicurezza delle procedure cardiochirurgiche in Campania. A sollevare la questione è Antonio Polichetti, responsabile regionale Sanità dell’Udc, che paragona il caso a quello di Luca Coscioni al Ruggi d’Aragona di Salerno e chiede trasparenza totale.
Il caso Domenico: cosa è successo al Monaldi
Il piccolo era affetto da cardiomiopatia dilatativa e, il 3 giugno 2023, è stato sottoposto a trapianto cardiaco. A distanza di 48 ore le condizioni sono precipitate per sindrome da scarto acuto del rene e insufficienza multiorgano. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e la Asl Napoli 1 ha sospeso temporaneamente l’attività di trapianto pediatrico.
Il paragone con il “caso Coscioni” al Ruggi
Nel 2004 lo scienziato e attivista Luca Coscioni morì all’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, dopo un intervento di angioplastica eseguito in una struttura non ancora accreditata per quella procedura. Le analogie, secondo Polichetti, sono evidenti:
- entrambe le vicende sollevano dubbi sulla appropriatezza dell’indicazione chirurgica;
- entrambe evidenziano lacune nell’organizzazione tra ospedale hub e spoke;
- in entrambi i casi la Procura è intervenuta per accertare responsabilità.
Le richieste dell’Udc
“Serve una commissione d’inchiesta regionale per accertare eventuali responsabilità organizzative e chiarire i tempi di attesa, i criteri di selezione dei pazienti e le dotazioni tecnico-professionali”, ha dichiarato Polichetti. L’esponente chiede inoltre:
- la pubblicazione dei dati di outcome dei trapianti pediatrici negli ultimi 5 anni;
- un tavolo tecnico con cardiochirurghi, anestesisti e rappresentanti dei genitori;
- l’istituzione di una rete unica di cardiochirurgia pediatrica in Campania con hub certificati.
Il contesto: la cardiochirurgia pediatrica in Campania
La regione conta 5,7 milioni di abitanti ma solo due centri autorizzati a trapianti cardiaci pediatrici: il Monaldi e il Santobono. Nel 2022 sono stati eseguiti 11 trapianti, contro i 25 del 2018. Il tasso di mortalità a 30 giorni è del 18 %, superiore alla media nazionale del 12 %. “Non possiamo permetterci un’altra Coscioni”, conclude Polichetti, auspicando interventi rapidi perché “ogni giorno di ritardo è un potenziale dramma per i bambini in lista d’attesa”.
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