Morte Cristina Pagliarulo al Ruggi: un anno dopo la mamma Giovanna D’Angelo chiede giustizia
Un anno fa la Cristina Pagliarulo moriva al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Aveva 41 anni. Da quel 26 maggio 2023 la famiglia non ha mai smesso di chiedere verità. A guidare la battaglia è sua madre, Giovanna D’Angelo, che con determinazione e dolore continua a denunciare le presunte carenze assistenziali che, secondo lei, hanno determinato la morte della figlia.
Il caso torna agli onori della cronaca proprio mentre il tribunale di Salerno ha appena disposto una nuova consulenza medico-legale, accogliendo l’istanza della Procura. I giudici vogliono capire se il decesso sia dipeso da un errore sanitario, e in che misura.
Cronaca di una tragedia: cosa accadde la notte tra il 25 e il 26 maggio 2023
Cristina Pagliarulo, residente a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, si era presentata al pronto soccorso del “Ruggi” con un quadro clinico che, secondo la famiglia, era in peggioramento da ore. Dopo una prima visita fu dimessa con una terapia sintomatica, ma le sue condizioni precipitarono rapidamente. Tornò in ospedale poche ore dopo: morì all’alba, all’età di 41 anni, lasciando un vuoto incolmabile per i suoi cari.
Le accuse della famiglia: “Pronto soccorso troppo lento”
Giovanna D’Angelo non ha mai nascosto la sua rabbia. In più di un’occasione ha raccontato ai giornali locali come la figlia fosse “stata sottovalutata” dai sanitari. Secondo la donna, Cristina accusava forti dolori addominali, nausea e sintomi febbrili, ma le fu diagnosticata una semplice infezione gastrointestinale e le fu consigliato di rientrare a casa. “Se le avessero fatto subito esami più approfonditi, forse oggi Cristina sarebbe ancora viva”, ha dichiarato la madre in un’intervista a Salerno Today.
Indagini in corso: la Procura apre un nuovo filone
La Procura di Salerno ha iscritto nel registro degli indagati tre professionisti del “Ruggi” per omicidio colposo. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Andrea Alfano, mirano a verificare:
- eventuali ritardi diagnostici o terapeutici;
- la correttezza delle procedure di triage;
- l’adeguatezza dei controlli clinici effettuati su pazienti in condizioni critiche.
Il 15 giugno 2024 il gip ha accolto la richiesta di perizia medico-legale affidata al professor Antonio De Leo, primario di Medicina legale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. L’esito è atteso entro la fine dell’estate e potrebbe rappresentare il punto di svolta per l’inchiesta.
La comunità di Giffoni Valle Piana si stringe attorno alla famiglia
Il piccolo comune dell’Agro nocerino-sarnese ha organizzato una fiaccolata in memoria di Cristina per il 26 maggio 2024. Centinaia di cittadini hanno percorso le vie principali fino alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove don Mario Vitale ha celebrato una messa in suffragio. Anche il sindaco Antonio Giuliano ha voluto ricordare “una ragazza sempre sorridente, simbolo di generosità”.
Campania, il nodo delle liste d’attesa al pronto soccorso
Il caso Pagliarulo ha riacceso il dibattito sulla sanità campana. Secondo i dati Ministero della Salute 2023, il “Ruggi” è fra i 13 ospedali campani in cui l’attesa media al PS supera i 240 minuti, contro i 140 della media nazionale. “È un problema di risorse e organico”, spiega il segretario regionale Fials Vincenzo Soscia. “Servono più medici di guardia e reparti di osservazione breve intensificati, altrimenti rischiamo altri drammi.”
Prossimi passi: udienza fissata per ottobre
L’udienza preliminare è calendarizzata al 12 ottobre 2024. La famiglia Pagliarulo si è costituita parte civile tramite l’avvocato Marina Alfano, che ha già annunciato una richiesta risarcitoria di 1,5 milioni di euro nei confronti dell’Azienda sanitaria provinciale di Salerno. “Vogliamo giustizia, ma anche trasparenza affinché episodi simili non si ripetano”, ha dichiarato la D’Angelo.
Intanto, la storia di Cristina fa il giro dei social con l’hashtag #giustiziapercristina, raccogliendo migliaia di solidarietà. E mentre la città di Salerno attende la perizia, la domanda rimane: quanto valore ha la salute di un paziente quando il sistema è sotto stress?
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