Albanella: l’avvocato Mario Manzo “pignora” la banca dopo 4 anni di cause
Albanella (SA) – Quando i ruoli si invertono, la storia fa notizia. È successo nel Salernitano, dove lo studio legale dell’avvocato Mario Manzo ha ottenuto il pignoramento di una delle filiali di una nota banca locale, costringendo l’istituto di credito a versare decine di migliaia di euro a un correntista che, per anni, ha subito ritardi e disagi.
L’origine della lite: interessi usurai e conteggio contestato
La vicenda ha radici lontane. Tutto nasce da un mutuo ricalcolato nel 2007 e da un finanziamento agricolo erogato nel 2010. Il cliente, un imprenditore agricolo di Albanella, ha sempre denunciato anomalie negli estratti conto: interessi superiori ai tassi soglia, spese di istruttoria gonfiate, assicurazioni mai richieste e, soprattutto, ritardi nei rilasci di permessi di libretto circolante per il commercio dei prodotti ortofrutticoli, che hanno paralizzato l’attività aziendale.
Dopo innumerevoli tentativi di mediazione, il legale ha promosso due distinti giudizi: uno civile per anatocismo e usura, l’altro di natura commerciale per ritardi ingiustificati. La controparte bancaria ha opposto resistenza, appellandosi a clausole arbitrali e sollevando questioni di competenza. Il Tribunale di Salerno, però, ha accolto le istanze di Manzo, condannando la banca a restituire 84.372,84 euro, oltre interessi legali e spese processuali.
Il colpo di scena: la banca finisce sotto sequestro
Superati tre gradi di giudizio (Tribunale, Corte d’Appello e Cassazione) e quattro anni di cause, la sentenza è diventata definitiva. Non essendo stata ottemperata spontaneamente, l’avvocato Manzo ha richiesto l’esecuzione forzata. Gli ufficiali giudiziari, affiancati da un notaio e da una ditta di trasloco, hanno quindi pignorato i beni mobili presenti nella filiale di Albanella: pc, stampanti, arredi, bancomat e, simbolicamente, il tavolo degli sportelli.
«Per la prima volta una banca si è vista recapitare un’ingiunzione di pagamento mentre serviva i clienti – spiega Manzo –. Un segnale forte: anche gli istituti devono rispettare le regole». L’istituto, per evitare l’asta pubblica, ha così versato l’intera somma dovuta entro 48 ore, saldando capitale, interessi e spese legali.
Precedente storico nel Salernitano
Gli esperti di diritto bancario non esitano a definire la vicenda “precedente storico”. Secondo il dott. Marco Del Vecchio, ordinario di Diritto degli Intermediari Finanziari all’Università di Salerno, «si tratta del primo caso in Campania in cui un correntista riesce ad aggredire la sede locale di una banca per ottenere la restituzione di somme definite illecite».
La decisione, infatti, consolida la giurisprudenza sui tassi soglia (cd. usura bancaria) e sul diritto del consumatore di ottenere il risarcimento del danno da ritardo quando l’istituto non eroga in tempi rapidi le autorizzazioni richieste, paralizzando l’attività d’impresa.
La replica dell’istituto di credito
La banca, interpellata dai giornalisti, ha fatto sapere di avere “totale rispetto per le decisioni del giudice” e di avere già provveduto al saldo integrale. In una nota ufficiale si legge: «L’istituto ha sempre operato nel rispetto della normativa vigente; tuttavia, per chiudere ogni contenzioso, ha preferito conformarsi alla sentenza senza ulteriori impugnazioni».
Le reazioni nel territorio
La notizia ha scatenato l’interesse di associazioni dei consumatori e di imprenditori agricoli della Piana del Sele. La Confesercenti di Salerno ha già programmato un incontro pubblico per spiegare come tutelarsi da pratiche bancarie scorrette, mentre gli ordini dei commercialisti e degli avvocati valutano seminari di aggiornamento sulla responsabilità civile degli intermediari finanziari.
«Ci aspettiamo un’impennata di ricorsi – confida il presidente dell’Uncai Campania, Salvatore Apicella –. Molti agricoltori si sono visti applicare interessi fuori legge e non hanno mai trovato il coraggio di rivolgersi a un legale». Secondo le stime di Bankitalia, nel solo territorio salernitano, le operazioni di mutuo con anomalie nei tassi ammonterebbero a oltre 120 milioni di euro.
Come difendersi: i consigli dell’avvocato Manzo
- Conservate ogni documentazione: estratti conto, lettere di risposta della banca, polizze assicurative.
- Richiedete perizia tecnica di parte su interessi anatocistici e spese non dovute.
- Affidatevi a un esperto di diritto bancario: le norme sono in continua evoluzione e servono competenze specifiche.
- Non abbiate paura del contenzioso: le banche temono il danno di immagine più del rischio economico.
L’avvocato Manzo conclude: «La giustizia è possibile, basta non arrendersi. La nostra è stata una vittoria di principio: ora le banche sanno che i clienti possono vendicarsi legalmente».
Resta da vedere se, a seguito di questo “oscar della giustizia creativa”, altri correntisti troveranno il coraggio di far valere i propri diritti e se le banche, dal canto loro, accelererà i controlli interni per evitare nuovi pignoramenti “a domicilio”.
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