Avvocatessa accoltellata a Napoli: suicida l’aggressore nel reparto psichiatrico
L’omicidio sul bus C132 e il drammatico epilogo
Antonio Meglio, 39 anni, residente a Pianura, si è tolto la vita nella serata di ieri nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Meglio era stato arrestato lo scorso giovedì con l’accusa di aver accoltellato sul bus della linea C132 la penalista Alessia Viola, ferendola gravemente. Il suicidio è avvenuto dopo l’interrogatorio di garanzia tenutosi lunedì mattina, al termine del quale l’uomo è stato convalidato e trasferito nel reparto specializzato per accertamenti psichiatrici.
La dinamica dell’aggressione
L’aggressione è avvenuta a bordo di un mezzo pubblico della Eav (Ente Autonomo Volturno), la compagnia che gestisce la linea C132, una delle arterie più trafficate del trasporto pubblico napoletano. Secondo le prime ricostruzioni, senza alcun apparente motivo, Meglio ha estratto un coltello e ha colpito ripetutamente la giurista, riversando il panico tra i passeggeri. L’avvocatessa è stata soccorsa in codice rosso e ricoverata in prognosi riservata; le sue condizioni, sebbene gravi, non sono mai apparse in pericolo di vita.
Il profilo dell’aggressore e i precedenti
Antonio Meglio era noto alle forze dell’ordine per precedenti penali legati a reati contro la persona e reati di minore gravità. Negli ultimi mesi aveva manifestato comportamenti sempre più erratici, tanto che i familiari avevano avviato procedure per una valutazione psichiatrica. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno accertato che l’uomo agiva da solo e che non esistevano legami con la vittima, rendendo l’aggressione ancora più inquietante per la sua natura random.
L’interrogatorio di garanzia e il trasferimento in ospedale
Nella mattinata di lunedì, Meglio è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale partenopeo. Durante l’interrogatorio di garanzia, l’avvocato difensore ha evidenziato le condizioni psicofisiche precarie del cliente, sollecitando un accertamento medico. Il gip, riconoscendo i dubbi sulla capacità di intendere e volere dell’imputato, ha disposto il trasferimento nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco, struttura d’eccellenza per la tutela della salute mentale della città metropolitana.
Le misure di sicurezza e il suicidio
Nonostante l’area fosse classificata ad alto rischio e sottoposta a controlli ogni 15 minuti, Meglio è riuscito a impiccarsi con un lenzuolo nella propria cella attrezzata. Il personale sanitario ha tentato di rianimarlo, ma i tentativi di rianimazione cardiopolmonare si sono rivelati vani. L’Azienda Sanitaria Locale Napoli 3 Sud, che gestisce il nosocomio, ha aperto un’indagine interna per accertare eventuali responsabilità sulla gestione del paziente e sulla corretta applicazione dei protocolli anti-suicidio.
La reazione della città e delle istituzioni
L’assalto alla professionista ha scatenato ondate di solidarietà da parte dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, che ha promosso un fondo di solidarietà per la vittima e ha chiesto maggiori controlli sui mezzi pubblici. Il presidente dell’ordine, Avv. Matteo Santagata, ha dichiarato: “La sicurezza dei cittadini e dei professionisti non è più procrastinabile. Servono metal detector, telecamere e personale di sicurezza a bordo”.
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha convocato una task-force con Eav, Prefettura e Questura per valutare interventi urgenti di videosorveglianza e presenza di forze dell’ordine nelle ore di punta. Intanto, la Regione Campania ha stanziato 2 milioni di euro per rafforzare la sicurezza del trasporto pubblico locale, destinati all’installazione di body-cam per gli autisti e all’aumento delle pattuglie anti-aggressione.
Il futuro della sicurezza sui mezzi pubblici napoletani
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla salute mentale. Gli esperti di psichiatria forense evidenziano come i tagli alla spesa sociale abbiano ridotto i posti letto per pazienti psichiatrici, lasciando spesso le famiglie sole nel gestire situazioni complesse. L’Associazione Italiana di Psicologia ha lanciato un appello per un piano straordinario di prevenzione e presa in carico dei pazienti con disturbi gravi, affinché tragedie simili non si ripetano.
La linea C132, intanto, è tornata operativa, ma molti utenti dichiarano di provare paura a salire. L’Eav ha annunciato che entro settembre sarà attivo un sistema di allarme silenzioso che permetterà agli autisti di segnalare in tempo reale eventuali minacce alla centrale operativa, con conseguente intervento delle forze dell’ordine. Fino ad allora, la città continuerà a interrogarsi su come garantire diritti e sicurezza in uno spazio pubblico sempre più vulnerabile.
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