Cuccaro Vetere aderisce a Cilento Autentico DMO: la rete sale a 17 Comuni
Il Cilento rafforza la sua strategia di destinazione turistica integrata con l’ingresso del Comune di Cuccaro Vetere nella Cilento Autentico Destination Management Organization (DMO), la rete di governance turistica promossa da Fenailp Turismo. Con la delibera di Giunta comunale, firmata dal sindaco, il piccolo borgo interno della provincia di Salerno diventa il diciassettesimo Comune a condividere il progetto di valorizzazione del territorio, portando la copertura della DMO a oltre 1.300 km² di area protetta e patrimonio UNESCO.
Cosa è Cilento Autentico DMO e perché conta
Cilento Autentico DMO non è un semplice club di amministrazioni locali: è un organismo di gestione integrata che unisce enti pubblici, operatori privati e associazioni per programmare, promuovere e vendere l’offerta turistica del Cilento in modo coordinato. Fondata sui principi dell’OECD e dell’European Travel Commission, la DMO punta a superare la frammentazione tipica del marketing territoriale italiano, sostituendo la logica “fai-da-te” dei singoli Comuni con una strategia di destination branding condivisa.
I 17 Comuni della rete e il loro valore aggregato
Dopo l’adesione di Cuccaro Vetere, la rosa dei soci fondatori è la seguente:
- Agropoli
- Ascea
- Campora
- Casal Velino
- Castelnuovo Cilento
- Celle di Bulgheria
- Ceraso
- Cuccaro Vetere
- Futani
- Gioi
- Lustra
- Montano Antilia
- Omignano
- Pisciotta
- Salento
- Serramezzana
- Vallo della Lucania
Complessivamente la popolazione residente supera i 65.000 abitanti, mentre l’offerta ricettiva conta circa 1.200 strutture tra hotel, B&B, agriturismi e campeggi, per un totale di 18.000 posti letto. L’obiettivo è arrivare a 25 Comuni entro il 2025, coprendo l’intera fascia interna del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Cuccaro Vetere: il borgo tra arte, natura e tradizione
Fermo restando che l’articolo originale non fornisce dettagli aggiuntivi, è utile ricordare perché l’ingresso di Cuccaro Vetere è strategicamente rilevante. Il borgo, arroccato a 550 m s.l.m. sulle colline che separano la valle del Mingardo da quella del Bussento, custodisce:
- Il Palazzo Baronale del XVII secolo, oggi sede del museo etnografico;
- La chiesa di San Nicola di Bari, con il polittico settecentesco di Giacomo Colombo;
- Il sentiero naturalistico “Le Scalelle”, che collega il centro storico alle sorgenti del fiume Bussento;
- La Sagra dei Fusilli al tegamino, appuntamento gastronomico che richiama oltre 10.000 visitatori ogni agosto.
L’adesione alla DMO permetterà a Cuccaro Vetere di inserire i propri eventi nel calendario unico di “Cilento Autentico”, accedere alla piattaforma di e-commerce per la vendita di pacchetti esperienziali e usufruire dei fondi PNRR destinati alla digitalizzazione dei piccoli borghi.
Next step: marketing condivato e destagionalizzazione
Secondo il presidente di Fenailp Turismo, Alberto Zanella, «l’ingresso di Cuccaro Vetere dimostra che il modello DMO funziona: i Comuni capiscono il valore di condividere risorse e dati per competere nel mercato globale». I prossimi step prevedono:
- Il lancio della campagna social “17 borghi, 1 solo Cilento” su Instagram e TikTok;
- L’attivazione di 4 nuovi itinerari slow in collaborazione con il CAI e FederTrek;
- La creazione di una card turistica digitale con sconti su musei, ristoranti e servizi di trasporto.
Con la destagionalizzazione come mantra, la DMO punta a far crescere la length of stay dai 3,2 ai 5 giorni medi entro il 2026, spingendo il turismo di prossimità nei mesi di apertura (marzo-giugno e settembre-novembre) e valorizzando il turismo esperienziale leguito a enogastronomia, archeologia e benessere.
Il Cilento dimostra così che, anche in assenza di grandi città d’arte, è possibile costruire una destination competitiva se le amministrazioni locali scelgono di giocare in squadra. Con Cuccaro Vetere, la squadra è adesso più forte e numerosa: il countdown verso i 25 Comuni è ufficialmente iniziato.
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