Scafati, il pallone si ferma: l’amministrazione frena il ritorno in serie C?
Scafati (Salerno) – Mentre la Scafatese Calcio vola in classifica e sogna il ritorno in serie C, lo stadio “Morra” resta fermo a un passo dal traguardo. La minoranza consiliare denuncia “gravi ritardi” causati dall’amministrazione comunale, mettendo a rischio l’omologazione dell’impianto prevista dalla Figc per l’iscrizione al prossimo campionato professionistico.
L’accusa: “Negligenza e mancanza di programmazione”
“Gli straordinari risultati che la Scafatese sta conquistando impongono di fare chiarezza su responsabilità ormai evidenti”, si legge in una nota firmata dai consiglieri di opposizione. “I ritardi sull’adeguamento del campo di calcio “Morra” sono figli di una negligenza amministrativa che non ha previsto interventi necessari già dall’estate scorsa”.
I gruppi di minoranza puntano il dito contro la giunta guidata dal sindaco Cristoforo Salvatore: “Nonostante le deliberazioni e le determine per l’aggiudicazione dei lavori risalgano a fine 2022, a oggi – denunciano – non si è ancora arrivati nemmeno alla consegna dei pareri tecnici di agibilità e sicurezza richiesti dalla Figc”.
Cosa chiede la Figc: i requisiti mancanti
Per ottenere l’omologazione nazionale, lo stadio scafatese deve soddisfare una serie di parametri:
- Recintamento perimetrale anti-invasione
- Barriere di sicurezza tra settori
- Impianto d’illuminazione superiore a 500 lux
- Spogliatoi separati per arbitri e tifosi ospiti
- Posti riservati a giornalisti e fotografi
“Di tutto questo – spiegano i consiglieri – non c’è traccia. L’ultimo sopralluogo della Lega Pro ha evidenziato carenze strutturali tali da rendere impossibile l’utilizzo del campo per gare di livello nazionale”.
Il cronoprogramma che non esiste
Secondo la minoranza, l’amministrazione avrebbe dovuto:
- Affidare i lavori entro gennaio 2023
- Ultimare le opere entro maggio 2023
- Ottenere i certificati di agibilità entro giugno
“Oggi siamo a aprile 2024 e nulla è stato completato – attaccano –. Il rischio è che la Scafatese debba giocare in un altro impianto, con danni economici e d’immagine per l’intera città”.
Il club tra gioie sportive e incognite infrastrutturali
Sul piano tecnico la Scafatese Calcio sta vivendo la stagione più brillante degli ultimi trent’anni: primo posto solitario nel girone H di Serie D, +9 sulla seconda e media di oltre 2,3 gol a partita. Un cammino trionfale che, però, potrebbe essere vanificato da un impianto non a norma.
“I tifosi esultano, ma siamo costretti a guardare al futuro con preoccupazione – dichiara il presidente del club, Antonio Ruggiero –. Se la Figc non rilascia l’omologazione, saremmo costretti a trasferirci a Nocera Inferiore o Salerno, allontanando il pubblico e riducendo i ricavi”.
La replica dell’amministrazione: “Lavori in corso, ma servono tempi tecnici”
Contattata da Il Mattino, l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Teresa Di Lorenzo respinge le accuse: “Abbiamo aggiudicato l’appalto da 480 mila euro a dicembre e già aperto il cantiere. Le opere richieste dalla Figc sono complesse: impiantistica elettrica, barriere di sicurezza, cabine di servizio. I pareri tecnici arriveranno solo dopo la posa definitiva di ogni componente”.
Sul cronoprogramma, però, non si sbilancia: “Stiamo facendo il possibile – conclude – ma non dipende solo da noi. Servono collaudi statici, verifiche antimovida e autorizzazioni di vigili del fuoco. L’obiettivo è chiudere entro giugno 2024”.
Il rischio play-off “fuori casa”
La Lega Pro ha già comunicato che gli impianti dovranno risultare omologati entro il 30 giugno per l’iscrizione al prossimo campionato. In caso contrario, la Scafatese sarebbe costretta a:
- Affittare lo stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni
- Sostenere costi extra per noleggio, sicurezza e viaggi
- Perdere il fattore campo, decisivo nei play-off
“Chiediamo chiarezza e assunzione di responsabilità – conclude la minoranza –. Se l’amministrazione non interviene subito, il sogno di migliaia di tifosi rischia di trasformarsi in un incubo burocratico”.
Le prossime tappe
Nei prossimi giorni sono attesi:
- Un nuovo sopralluogo dei tecnici federali previsto per il 20 aprile
- La conferenza dei servizi tra Comune, Figc e prefettura
- L’esito dei collaudi sulle barriere di sicurezza
Intanto, il popolo scafatese continua a riempire il “Morra”: 1.200 presenze medie, cori, striscioni e la speranza che il Comune faccia quadrato intorno alla squadra del cuore. Per evitare che, proprio quando il pallone comincia a sorridere, sia la politica a mandarlo fuori gioco.
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