Fiume Sarno, l’assessora Pecoraro boccia la gestione De Luca: «Criticità mai risolte»
L’audizione dell’assessora all’Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico ha acceso nuovamente i riflettori sulla politica dei governi regionali passati sul fiume Sarno. Un dossier – quello sul più importante corso d’acqua campano – che, stando alle dichiarazioni dell’esponente della giunta Caldoro, resta aperto e privo di risultati concreti sotto la passata amministrazione guidata da Vincenzo De Luca.
La gestione De Luca «insufficiente» sul fiume Sarno
«Le criticità del bacino idrografico del Sarno non sono mai state affrontate con la necessaria decisione»: con queste parole l’assessora Pecoraro ha fotografato, in audizione alla Camera, un quadro amministrativo caratterizzato da «interventi spot» e da «progetti mai portati a compimento». Un giudizio netto, che ha trovato d’accordo il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, da sempre critico verso l’operato dell’ex governatore regionale.
«Quanto emerso oggi conferma le denunce che la nostra amministrazione, insieme alle associazioni ambientaliste, ha sollevato negli anni – ha commentato Aliberti –: la gestione del fiume Sarno è stata affrontata solo a parole, senza un piano organico di dissesto idrogeologico e senza risorse adeguate per la manutenzione ordinaria e straordinaria».
Il contesto: perché il fiume Sarno è strategicamente cruciale
Con i suoi 24 km di lunghezza e un bacino che interessa ben 35 comodi fra le province di Napoli, Salerno e Avellino, il Sarno è il fiume campano per eccellenza. Un corso d’acqua che, però, da decenni convive con:
- scarichi industriali e civici non depurati;
- argini fragili e in più tratti crollati;
- foce continuamente interrata, con conseguente rischio di allagamento della piana di Sarno-Scafati.
Secondo i dati della Protezione Civile, oltre 300.000 cittadini risiedono in aree a rischio medio-alto di esondazione. Non a caso, il Sarno è inserito nel piano “Aree a Rischio di Interesse Nazionale” dal 1998.
Il dossier alla Camera: le richieste della Campania
L’audizione Pecoraro si è inserita nell’ambito dell’istruttoria parlamentare sul rischio idrogeologico, avviata dopo le stragi di alluvioni e frane che dal 2009 ad oggi hanno causato oltre 300 vittime in tutta Italia. La Campania ha consegnato ai deputati:
- una mappa degli interventi urgenti da 185 milioni di euro, di cui 68 relativi al solo comprensorio sarnese;
- la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza permanente per il bacino del Sarno;
- l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra Ministero dell’Ambiente, Regione, Province e Comuni interessati.
Le reazioni politiche: Aliberti chiede un “patto per il Sarno”
Il sindaco di Scafati non ha mancato di stigmatizzare «la politica dei tagli alle opere pubbliche» che, secondo lui, ha caratterizzato la giunta De Luca. «Siamo pronti a siglare un patto istituzionale con la Regione e il Governo, purché si lavori con cronoprogrammi certi e risorse già stanziate, non con promesse da campagna elettorale» ha dichiarato Aliberti, annunciando un’ordinanza sindacale per «obbligare i privati a rimuovere i depuratori non in funzione» e un esposto alla Corte dei Conti per verificare «il corretto impiego dei 42 milioni già spesi dal 2015 ad oggi».
Il futuro del fiume Sarno: 5 sfide da vincere
Gli esperti del Consorzio di Bonifica chiedono interventi «a catena» se si vuole davvero cambiare volto al fiume:
- Depurazione: rendere operativi i 9 impianti di trattamento esistenti, oggi al 40% della capacità;
- Manutenzione argini: 14 km di sponde da consolidare entro il 2025;
- Dighe di ritenuta: progettare 3 bacini di laminazione in alta valle;
- Monitoraggio: installare una rete di sensori per portata e pioggia in tempo reale;
- Riqualificazione fluviale: creare un parco lineare da Castel San Giorgio fino al mare.
Così il Sarno può tornare ad essere una risorsa
«Il fiume Sarno non è un problema, è un’opportunità se si interviene con pragmatismo» ha concluso l’assessora Pecoraro, lanciando l’idea di un “Fondo per il Sarno” alimentato da risorse europee, statali e private. Un invito raccolto dal sindaco Aliberti: «Non vogliamo più assistere a cantieri aperti e richiusi per anni. Il tempo delle polemiche è finito, servono opere concrete per la sicurezza dei cittadini e la tutela ambientale». La palla passa ora alla Commissione parlamentare, che dovrà esprimersi entro l’estate su un piano di investimenti straordinari per il più contestato fiume del Sud Italia.
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