Premio Internazionale alla Parola 2026: Laura Cartaese conquista Salerno
Lo Yachting Club di Salerno, incastonato nel Porto Masuccio Salernitano con lo sguardo che abbraccia Piazza della Concordia, ha fatto da scenario alla cerimonia di premiazione della XXXI edizione del “Premio Internazionale alla Parola”. L’appuntamento, giunto al 2026, ha ribadito la sua missione: valorizzare uomini e donne che trasformano la parola in impegno sociale, cultura e arte. Tra i premiati di quest’anno spicca la scrittrice salernitana Laura Cartaese, autrice che da anni intreccia letteratura e territorio con sguardo femminile e credo civico.
Cultura e territorio: il valore del “Premio Internazionale alla Parola”
Ideato nel 1995 da una coalizione di istituzioni locali e associazioni culturali, il riconoscimento è diventato negli anni un barometro dell’impegno intellettuale in Campania e non solo. La giuria – composta da accademici, giornalisti e operatori del terzo settore – seleziona ogni anno personalità che, attraverso il linguaggio scritto o orale, hanno contribuito alla crescita civile e artistica del Paese. Le edizioni precedenti hanno visto sul palco nomi come Elena Ferrante, Roberto Saviano e il regista Paolo Sorrentino.
Laura Cartaese: una vita tra libri e comunità
Nata a Salerno nel 1978, laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Salerno con una tesi su Elsa Morante e il Meridione, Laura Cartaese esordì nel 2008 con il romanzo “Il profumo dei limoni spezzati” (Rubbettino Editore), tradotto in Spagna e Francia. Negli anni ha alternato la scrittura all’attività di docenza negli istituti superiori campani e a progetti di alfabetizzazione per detenuti e migranti. Il suo ultimo saggio, “Donne di frontiera. Storie di coraggio da Sud a Sud” (2024, Il Papavero), raccoglie 15 interviste a operatrici socio-sanitarie e volontarie impegnate nel contrasto alla violenza di genere.
La serata: luci, parole e musica sul golfo
L’evento, condotto dalla giornalista Lucia D’Amato e dal direttore artistico Mario Palumbo, ha visto alternarsi letture di brani di Cartaese e momenti musicali affidati al Quartetto Alessandro Scarlatti. Presenti il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’assessore alla Cultura Antonia D’Amato e una rappresentanza dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Prima della consegna del premio – una scultura in ceramica dipinta a mano realizzata dagli artigiani di Vietri sul Mare –, è stato proiettato un video-docufilm di 12 minuti che ripercorre i 18 mesi di lavoro dell’autrice nei quartieri periferici di Salerno e Napoli.
Interventi e prospettive future
Nel suo discorso di accettazione, Laura Cartaese ha ringraziato “le donne che hanno condiviso il loro dolore per trasformarlo in forza collettiva” e ha annunciato la nascita della Fondazione “Parole di Mezzo”, un centro di documentazione e biblioteca specializzata in letteratura al femminile che aprirà a ottobre 2026 nei locali della ex-Manifattura Tabacchi di Pontecagnano. «La cultura – ha dichiarato – non è un lusso, ma un diritto civico per ridurre le disuguaglianze». Il pubblico, composto da oltre 300 ospiti, ha risposto con un applauso di 3 minuti.
Salerno sempre più hub culturale del Mediterraneo
Con questo appuntamento, la città conferma la volontà di posizionarsi come capitale culturale del Tirreno. Il presidente dello Yachting Club, ing. Franco Esposito, ha sottolineato che «investire in eventi di qualità significa attrarre flussi turistici fuori stagione e creare occupazione per i giovani del comparto nautico e dell’hotellerie». Secondo i dati dell’Agenzia di Promozione Territoriale di Salerno, nel 2025 i visitatori per motivi culturali sono cresciuti del +18% rispetto all’anno precedente, con un indotto economico stimato in 4,2 milioni di euro.
Il “Premio Internazionale alla Parola” tornerà nel 2027 con una sezione dedicata al podcast e alle narrazioni sonore. Le candidature, aperte dal prossimo 1° settembre, potranno essere inviate tramite il portale www.yachtingclubsalerno.it.
Lascia un commento