Salerno ottiene 82,6 milioni dal Viminale: sicurezza e infrastrutture per i piccoli comuni
Una iniezione di liquidità da 82,6 milioni di euro per 87 piccoli comuni della provincia di Salerno. È questa la cifra stanziata dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Piano straordinario per la sicurezza urbana e la qualità delle infrastrutture, che mette a disposizione dell’intero Paese 1,3 miliardi di euro. L’obiettivo è rafforzare la resilienza territoriale, contrastare il dissesto idrogeologico e migliorare la percezione di sicurezza nei centri minori, spesso più esposti a rischi ambientali e carenze di manutenzione.
Cosa finanzia il Viminale: opere anti-rischio e videosorveglianza
I 82,6 milioni destinati alla provincia di Salerno potranno essere spesi per:
- Messa in sicurezza del territorio: consolidamento di versanti, pulizia e ripristino dei corsi d’acqua, opere di drenaggio e barriere paramassi;
- Infrastrutture scolastiche e stradali: manutenzione di edifici pubblici, efficientamento energetico, ammodernamento della viabilità locale;
- Sorveglianza e tecnologie: installazione di sistemi di videosorveglianza, illuminazione led, cablaggio per reti wi-fi nei centri storici.
Il 100% del finanziamento è a carico dello Stato; zero oneri quindi per le casse comunali, che potranno così intervenere su opere rinviata da anni per mancanza di risorse.
I comuni beneficiari: dal Cilento al Tusciano, 87 realtà coinvolte
La graduatoria pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale accredita 87 comuni del Salernitano, per lo più centri sotto i 5.000 abitanti. Tra questi spiccano:
- Agropoli – 2,4 mln € per la riqualificazione del lungomare e il potenziamento del sistema di videosorveglianza;
- Battipaglia – 1,8 mln € per la messa in sicurezza delle frane lungo il torrente Asa;
- Cilento interno – 20 comuni (da Castellabate a Montano Antilia) condivideranno 25 milioni per opere di consolidamento idrogeologico;
- Valle del Tusciano – 12 milioni complessivi per interventi sulle scuole e sulla rete viaria secondaria.
Soddisfazione è arrivata dalla Cisl provinciale di Salerno: “Finalmente si premiano i territori che più hanno bisogno di essere tutelati. Si tratta di risorse attese da tempo, che daranno ossigeno al mondo dell’edilizia locale e creeranno occupazione qualificata”, ha dichiarato il segretario generale della Cisl Salerno, Roberto Vitale.
Tempi e procedure: i comuni hanno 120 giorni per presentare i progetti
Per accedere ai fondi, gli enti dovranno:
- Individuare le opere prioritarie nel Piano triennale delle opere pubbliche già approvato;
- Trasmettere al Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Viminale, entro 120 giorni dal ricevimento della comunicazione, il progetto definitivo corredato da scheda tecnica, preventivo metrico e cronogramma;
- Garantire l’avvio dei lavori entro il 2025 e la loro conclusione entro 24 mesi dall’inizio cantiere.
Il ministero ha precisato che eventuali ritardi comporteranno la revoca del contributo e il reinserimento delle risorse in un fondo di rotazione a favore di altri comeni.
Impatti economici e sociali: più sicurezza, più attrattività
Gli analisti stimano un moltiplicatore di spesa pari a 1,7: ogni euro investito ne genererà quasi due in termini di valore aggiunto per l’economia locale. Le opere, infatti, richiederanno:
- Manodopera specializzata: geologi, ingegneri, muratori, tecnici informatici;
- Materiali locali: calcestruzzo, inerti, impiantistica led, sistemi di videosorveglianza;
- Indotto turistico: frane stabilizzate e centri storici illuminati aumenteranno l’attrattività dei borghi cilentani e dell’entroterra.
Roberto Micillo**, sindaco di Gioi (uno dei comuni ammessi), ha commentato: “Finalmente potremo tamponare le crepe nella nostra scuola materna e dotare il paese di un sistema di videosorveglianza che tuteli residenti e visitatori. È un’occasione di rilancio demografico e turistico”.
Next step: monitoraggio trasparente e cittadini informati
Il Viminale ha annunciato la creazione di una piattaforma open-data dove, a partire da settembre 2024, sarà possibile consultare:
- Stato avanzamento lavori per ogni singolo comune;
- Importi erogati e rendicontazione;
- Foto prima/dopo e report ambientali.
L’iniziativa si inserisce nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e rappresenta un test-case su come fondi pubblici possano davvero trasformare il Mezzogiorno se accompagnati da progettazione seria e tempi certi.
Parola chiave per i lettori: se abitate in un comune beneficiario, informatevi in municipio sulle modalità di presentazione dei progetti e partecipate agli incontri pubblici: la trasparenza è il primo passo per una spesa efficace e corretta.
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