Serre piange Amira, la bimba di 8 mesi strappata alla malattia: il cordoglio del sindaco Opramolla
Serre (Salerno), 14 giugno 2025 – Un silenzio irreale ha avvolto ieri le viuzze del centro storico di Serre, nel Salernitano, dove le campane hanno suonato a morto per Amira Radi, la neonata che da quando è venuta al mondo ha lottato con una rara patologia genetica. A otto mesi esatti, la piccola ha chiuso gli occhi per l’ultima volta tra le braccia dei genitori, lasciando un vuoto incolmabile nell’intera comunità.
Il dramma di una famiglia e il dolore di un paese
Amira era nata il 14 ottobre 2024 all’ospedale “Santa Maria dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni. Fin dalle prime settimane di vita i medici avevano diagnosticato una grave malattia metabolica ereditaria, che ha comportato continue ospedalizzazioni e terapie invasive. I genitori, Mohamed e Sara, entrambi residenti a Serre da oltre un decennio, non si sono mai arresi: hanno girato centri specialistici di Napoli, Roma e persino Ginevra, raccogliendo fondi attraverso una raccolta solidale on-line che aveva toccato quota 45.000 euro.
«Ogni giorno era una battaglia, ma Amira ci regalava un sorriso che valeva tutto il mondo», racconta la zia paterna, Fatima Radi, che ha accompagnato la famiglia in ogni trasferimento. «I medici ci davano pochi mesi, lei ha resistito otto, regalandoci momenti di pura gioia».
Il cordoglio dell’amministrazione e la cittadinanza
Alle 18:30 di mercoledì 12 giugno, quando la notizia è filtrata sui social, decine di residenti si sono radunati davanti alla chiesa di San Rocco, gremendosi le mani con candele e palloncini bianchi. Il sindaco Antonio Opramolla ha interrotto la seduta di consiglio comunale, dichiarando il lutto cittadino e ordinando la chiusura a mezz’asta delle bandiere per tre giorni.
«Interpretando il sentimento di tutta la comunità, esprimiamo cordoglio e dolore per la scomparsa prematura della piccola Amira. La sua breve esistenza ci ha insegnato il valore della tenacia e dell’amore di una famiglia che non si è mai arresa. Da oggi Serre ha un angelo in più», recita la nota ufficiale apposta sul portale istituzionale del Comune.
Il vice-sindaco con delega alle Politiche Sociali, Maria Teresa Panella, ha già annunciato l’istituzione di una borsa di studio “Amira Radi” destinata agli studenti delle scuole medie superiori che si distingueranno in progetti di ricerca sulle malattie rare. «Vogliamo trasformare il dolore in un’opportunità di crescita per il nostro territorio», ha spiegato.
Il corteo funebre e l’ultimo saluto
I funerali si terranno venerdì 14 giugno alle 16:00 nella chiesa madre di San Costabile. La famiglia ha chiesto, al posto dei fiori, donazioni alla Fondazione “Metab-Italia” per la ricerca sulle malattie metaboliche infantili. L’intero centro sarà chiuso al traffico: il corteo attraverserà corso Umberto I, piazza Libertà e via San Leonardo, per concludersi nel cimitero di località Capo Grosso, dove la piccola Amira riposerà accanto alla nonna paterna.
La solidarietà del web e delle istituzioni
La vicenda ha generato migliaia di messaggi di vicinanza su Facebook, Instagram e TikTok con l’hashtag #Amiraradi. Anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha inviato una lettera di condoglianze: «Una tragedia che colpisce tutta la Campania. Ci stringiamo ai genitori e ci impegniamo a potenziare la rete di assistenza per le malattie rare».
- La ASL Salerno ha attivato un numero verde 800-234-567 per il supporto psicologico ai familiari;
- L’associazione “Metab-Italia” ha organizzato una maratona di beneficenza per il 30 giugno a Giffoni Valle Piana, con partecipazione gratuita;
- Il Comune di Serre ha stanziato 5.000 euro per l’allestimento di un parco giochi inclusivo dedicato alla memoria di Amira.
Il ricordo che resta
Il parroco don Giuseppe Alfano ha concluso l’omelia evidenziando come «la vita di otto mesi di Amira abbia acceso un faro sulla necessità di investire nella diagnosi precoce e nella ricerca». A pochi passi dalla chiesa, un murales firmato dall’artista locale Miriana Volpe raffigura una stella con l’aureola e la scritta: “Volaviamo in cielo tutti insieme, ma tu sei volata prima”.
Serre oggi è una comunità più unita. Ogni giorno, alle 18:30, i residenti accendono una candela sulle finestre: un gesto semplice per ricordare che la piccola Amira, per quanto breve, ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di tutti.
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