Referendum costituzionale, Bilotti (M5S): «No alla riforma politica, difendiamo la Carta»
A meno di sette giorni dal referendum costituzionale del 26 maggio 2023, la battaglia per il «No» si infiamma in Campania. A Montecorvino Rellena, nel cuore della provincia di Salerno, la senatrice del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti ha ribadito ieri sera, davanti a una platea di cittadini e attivisti, le ragioni del voto contrario alla riforma proposta dal centro-destra.
Montecorvino Rovella, la kermesse «Giusto dire no»
L’iniziativa «Giusto dire no», promossa da comitati civici e associazioni locali, ha trasformato la sala consiliare del comune cilentano in un laboratorio di democrazia partecipata. Bilotti, eletta nella circoscrizione Campania, è salita sul palco accompagnata dagli sindaci di area M5S e da rappresentanti di Libera e di Arci. «A una settimana dal voto referendario è importante ribadire con forza le ragioni del no», ha esordito la parlamentare, suscitando applausi.
Perché il M5S dice no: i cinque motivi chiave
Secondo la senatrice pentastellata, la riforma «è tutta politica e vuole portare un potere dello Stato nelle mani di pochi». Bilotti ha elencato cinque criticità:
- Taglio dei parlamentari senza contropartite istituzionali: «Ridurre i seggi di Camera e Senato da 945 a 600 senza riformare il bicameralismo perfetto aumenta il rischio di lobby e corruzione».
- Spremitura del territorio: «Le Province più piccole perderanno opportunità di rappresentanza, colpendo soprattutto il Sud».
- Affossamento della legge elettorale attuale: «Il premio di maggioranza diventerebbe ancora più pesante, creando governi monocolori e poco inclusivi».
- Mancanza di dibattito pubblico: «In tre mesi il testo è passato da Camera e Senato con tempi duri e procedure blindate».
- Costo zero per i cittadini: «Non ci sarà alcun risparmio reale: i costi dei parlamentari sono lo 0,07% del bilancio dello Stato».
Il contesto politico: Salvini vuole 400 seggi in meno
La riforma, già approvata in prima lettura lo scorso ottobre, prevede la riduzione dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200. Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha promesso «meno politici e più efficienza». Ma per Bilotti «è un fuorvio: la qualità della democrazia non si misura in numeri, ma in trasparenza e partecipazione».
Il ruolo del Sud e della Campania
«In Campania rischiamo di perdere 12 seggi su 60 complessivi», ha avvertito la senatrice. «Dal 1948 la nostra regione ha sempre avuto una voce forte a Roma; con questa riforma il peso parlamentare calerà del 25%, con conseguenze su fondi europei e politiche di coesione». Secondo i dati elaborati dall’Ufficio di Bilancio del Senato, il taglio comporterebbe un risparmio di circa 57 milioni l’anno, pari allo 0,008% della spesa pubblica.
Le prossime tappe della campagna per il No
Il tour del M5S toccherà nei prossimi giorni Nocera Inferiore, Battipaglia e Caserta. In ogni città sono previsti gazebo, flash mob e confronti pubblici con esperti di diritto costituzionale. «La partita non è chiusa», conclude Bilotti. «Negli ultimi 30 anni solo tre referendum hanno superato il quorum; questa volta vogliamo arrivare al 50%+1 dei votanti per difendere la Costituzione repubblicana. Invito tutti a leggere il testo, a informarsi e a votare consapevolmente: è un patto generazionale».
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