Tartaruga bloccata nell’Alveo Nocerino: salvata dai Vigili del Fuoco a Nocera Inferiore
Salvataggio in via Raffaele Pucci: tartaruga d’acqua liberata dai pompieri
Nocera Inferiore (SA) – Un intervento rapido e preciso quello effettuato nella mattinata odierna dai Vigili del Fuoco del comando provinciale di Salerno: una tartaruga d’acqua di grossa taglia, rimasta intrappolata nel tratto scoperto dell’Alveo Comune Nocerino, è stata liberata e messa in sicurezza grazie alla prontezza degli operatori e alla sensibilità di alcuni cittadini.
L’allarme dei passanti e l’arrivo dei soccorritori
L’animale, probabilmente trasportato dalle piene recenti o entrato nel canale in cerca di cibo, non riusciva più a risalire le pareti di cemento del collettore che attraversa via Raffaele Pucci. Alcuni residenti, accortisi della tartaruga in difficoltà, hanno subito allertato il 115. In pochi minuti sul posto è giunta una squadra di cinque uomini con un automezzo di supporto e l’attrezzatura specialistica per operare in ambienti impervi.
Dopo aver delimitato l’area e messo in sicurezza il traffico, i tecnici hanno calato una scala a pioli e, con l’ausilio di un guanto di protezione, hanno afferrato la tartaruga evitando che si agitasse e potesse ferirsi. L’esemplare, identificato come una tartaruga palustre europea (Emys orbicularis), risultava in buone condizioni generali, ma manifestava segni di stress per la prolungata esposizione al sole.
Controlli veterinari e rilascio in ambiente protetto
Subito dopo il recupero, la tartaruga è stata trasferita presso il Centro di recupero fauna selvatica “La Casa di Olivia” di Pagani, dove i veterinari volontari hanno effettuato un check-up completo: peso 1,3 kg, lunghezza carapace 18 cm, nessuna frattura evidente, ma disidratazione lieve. Dopo reintegro idrico e somministrazione di vitamine, l’esemplare – una femmina adulta – è stato rilasciato nel Riserva Naturale Foce del Sele, area Natura 2000 dove esiste una popolazione stabile della stessa specie.
Perché l’Alveo Nocerino è un pericolo per la fauna
Il canale Nocerino, realizzato negli anni ’60 per convogliare le acque piovane e di scarico della Piana nocerino-sarnese, presenta tratti a cielo aperto con pareti verticali di cemento liscio. «Questa tipologia di infrastruttura idraulica – spiega il biologo Maria Teresa Costa, referente CRAS Asl Salerno – costituisce una trappola mortale per rettili, anfibi e piccoli mammiferi. Una volta caduti, gli animali non riescono a risalire e, senza punti di appoggio, muoiono per esaurimento o per l’incremento del livello dell’acqua in caso di pioggia».
Negli ultimi tre anni, oltre 120 esemplari di tartarughe palustri sono stati soccorsi proprio nei tratti campani di canali simili: «Serve una rete di griglie o rampe di fuoriuscita – conclude l’esperta – per evitare che si ripetano incidenti simili».
Cosa fare se trovate una tartaruga in difficoltà
Il comando provinciale dei Vigili del Fuoco ricorda ai cittadini che qualsiasi tartaruga selvatica è protetta dalla legge 157/92 e non può essere trasportata o detenuta. In caso di avvistamento:
- Mantenere la calma e non avvicinarsi troppo per non stressare l’animale
- Annotare esattamente il luogo (via, civico, punto di riferimento)
- Telefonare al 115 o al Centro di Recupero Fauna 081.196.16.123
- Se l’esemplare è in pericolo di essere investito, segnalare la presenza con un giubbotto catarifrangente o un triangolo di emergenza
Il bilancio 2024 del salvataggio fauna in Campania
Secondo i dati del Corpo Nazionale, dal 1° gennaio al 30 aprile 2024 i Vigili del Fuoco campani hanno effettuato 187 interventi di recupero animali, di cui il 22% tartarughe d’acqua, il 18% uccelli rapaci, il 15% civette e allocchi. L’attività, svolta in collaborazione con associazioni ambientaliste e volontari, ha evitato la morte di oltre 1.100 esemplari e contribuito al mantenimento della biodiversità locale.
Il comandante provinciale, ing. Luigi Ferrara, ricorda che «ogni intervento è gratuito e rientra nei compiti istituzionali del Corpo. Invitiamo i cittadini a segnalare prontamente: più rapidi siamo, maggiore è la possibilità di salvare l’animale e restituirlo al suo habitat naturale».
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