Ordigno bellico nel Lambro a Centola: Guardia Costiera vieta la navigazione
Ritrovamento bomba risalente alla guerra mondiale nel Cilento: scatta l’ordinanza di sicurezza
Un presunto ordigno bellico è stato avvistato nei pressi della foce del fiume Lambro nel Comune di Centola, in provincia di Salerno. L’allarme è scattato nei giorni scorsi a seguito di una segnalazione pervenuta al Comando della Polizia Locale di Centola, che ha immediatamente informato le autorità marittime competenti.
La zona interessata: foce del Lambro e litorale cilentano
Il ritrovamento si è verificato in prossimità della foce del fiume Lambro, un corso d’acqua che sfocia nel Mar Tirreno lungo la costa del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’area, nota per la sua bellezza naturalistica e per la vicinanza alle spiagge di Palinuro, è frequentata da diportisti, pescatori e turisti durante la stagione estiva.
L’intervento della Guardia Costiera di Palinuro
Per garantire la sicurezza della navigazione e proteggere la vita umana in mare, la Guardia Costiera di Palinuro ha emesso un’ordinanza contingibile urgente che vieta temporaneamente la navigazione e l’accesso alla zona in attesa delle operazioni di bonifica.
L’ordinanza, che ha efficacia immediata, interessa un’area compresa tra le coordinate nautiche indicate nel provvedimento e resterà valida “fino a nuova disposizione”, ovvero fino al completamento delle verifiche e all’eventuale rimozione del manufatto bellico.
Prossimi passi: verifica e sminamento
Le autorità competenti – inclusi gli artificieri della Marina Militare e gli esperti del Comando Subacquei ed Incursori – sono stati già allertati per effettuare un sopralluogo tecnico e determinare la natura esatta dell’ordigno. Se confermata la pericolosità, sarà necessario procedere con l’opera di disinnesco o con il recupero controllato del residuato bellico.
Il rischio ordigni bellici lungo il litorale italiano
Il caso di Centola si inserisce in un fenomeno più ampio: lungo le coste italiane, soprattutto dopo temporali o fenomeni di erosione costiera, continuano a emergere bombe e ordigni inesplosi risalenti alla Seconda guerra mondiale. Gli esperti stimano che ancora oggi decine di migliaia di residuati bellici giacciano nei fondali del Mediterraneo o sono sepolti sotto sedimenti fluviali e costieri.
Protagonisti di quel periodo furono, tra gli altri, gli inglesi e i tedeschi, che nel 1943–44 insediarono batterie difensive e depositi di munizioni lungo la costa tirrenica per proteggere sbarchi e vie di rifornimento. Nell’entroterra cilentano, in particolare, le truppe alleate e quelle dell’Asse scontrarsi violentemente durante l’avanzata verso Napoli e Roma.
Cosa fare in caso di ritrovamento
- Non toccare l’ordigno e allontanarsi immediatamente;
- Segnalare il rinvenimento alle forze dell’ordine (Polizia Locale, Guardia Costiera o Carabinieri);
- Evitare di divulgare foto o posizionamenti precisi sui social, per non incentivare avvicinamenti inconsulti;
- Rispettare eventuali transenne o segnaletica di pericolo.
Impatto sul turismo e sulla pesca locale
L’estate cilentana è alle porte e l’area di Palinuro-Centola rappresenta uno dei polo turistici più importanti della Campania. La limitazione temporanea alla navigazione potrebbe influenzare escursioni in barca, uscite di pesca professionale e tour subacquei. Gli operatori del settore auspicano tempi rapidi per l’operazione di bonifica, in modo da salvaguardare la stagione.
Le parole delle autorità
Il Comando della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Palinuro ha dichiarato: “La sicurezza dei cittadini e dei diportisti resta la priorità. Invitiamo tutti a osservare l’ordinanza e a segnalare ogni anomalia. Appena completati i controlli e, se necessario, l’intervento di sminamento, la zona tornerà fruibile in piena sicurezza”.
Conclusioni
Il rinvenimento del presunto ordigno bellico nel Lambro ricorda quanto ancora oggi il passato bellico possa emergere dal sottosuolo e dal fondale marino. L’efficiente risposta di Polizia Locale e Guardia Costiera dimostra l’importanza di una rete di monitoraggio attiva e pronta ad intervenire. L’auspicio è che l’ordigno venga rimosso o neutralizzato in tempi brevi, restituendo alla comunità e ai turisti un tratto di mare simbolo del Cilento incontaminato.
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