Aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi, la Cisl: “Subito investimenti per il rilancio del territorio”
L’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi resta al centro del dibattito economico e infrastrutturale del Mezzogiorno. La Cisl provinciale di Salerno ha lanciato un appello pressing alle istituzioni: serve un piano di investimenti immediato per trasformare lo scalo in un vero e proprio volano di sviluppo per il territorio cilentano, ma anche per l’intero quadrilatero Campania-Basilicata-Calabria.
Scalo strategico per il Sud: il posizionamento geografico vincente
Situato a 20 minuti dal capoluogo campano e a meno di un’ora dalle coste amalfitane e cilentane, l’aeroporto di Salerno rappresenta un’opportunità unica per colmare il gap infrastrutturale tra Nord e Sud. Gli esperti di trasporto aereo sottolineano che la sua location può intercettare flussi turistici provenienti da tutto il mondo, alleggerendo il traffico di Napoli-Capodichino e favorendo la destagionalizzazione della costiera.
Cisl Salerno: “Decisioni rapide per non perdere il treno”
Mimmo Cortazzi, segretario generale della Cisl provinciale, è netto: “Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. L’aeroporto Costa d’Amalfi è pronto a decollare, ma servono scelte politiche coraggiose e risorse concrete”. Il sindacato chiede:
- un tavolo permanente con Regione Campania, ministero delle Infrastrutture ed enti locali;
- un piano industriale quinquennale con obiettivi certi su collegamenti, cargo e manutenzione;
- l’ampliamento della pista e l’adeguamento agli standard europei per accogliere voli low-cost e charter.
I numeri dello scalo: potenziale ancora inespresso
Secondo gli ultimi dati di Assaeroporti, nel 2023 il traffico passeggeri ha raggiunto quota 65.000 unità, un +18% rispetto al 2022 ma ancora lontano dal tetto di 300.000 passeggeri annui previsto dal master plan 2021-2030. La superficie totale dell’area aeroportuale è di 130 ettari, di cui solo 35 attualmente utilizzati: uno spazio che potrebbe ospitare un hub cargo e un centro di manutenzione MRO (Maintenance, Repair & Overhaul) capace di generare oltre 1.000 posti di lavoro diretti e indiretti.
Effetto domino sul territorio: turismo, logistica e occupazione
Gli studi di impatto elaborati dalla Camera di Commercio di Salerno stimano che ogni 100.000 passeggeri aggiuntivi generano:
- +5% di presenze negli hotel della provincia;
- +120 posti di lavoro tra handling, ristorazione e trasporti;
- +8 milioni di euro di indotto per artigianato e agroalimentare (limoncello, mozzarella di bufala, ecc.).
Il confronto con altri scali: lezioni da Crotone e Brindisi
Il paragone con l’aeroporto di Crotone, cresciuto del 40% in due anni grazie ai voli Ryanair, dimostra che il Sud può competere se le governance sono affidate a “single airport authority” con managerialità privata. Anche Brindisi, con il rafforzamento della società Aeroporti di Puglia, ha triplicato i collegamenti internazionali. Salerno può fare lo stesso, a patto di superare la frammentazione politica e investire subito su marketing e infrastrutture accessorie.
Prossimi passi: il cronoprogramma che servirebbe
La Cisl ha consegnato al presidente della Regione Vincenzo De Luca un documento-tecnico con le seguenti scadenze:
- Entro giugno 2024: affidamento della gestione a un advisor internazionale;
- Entro dicembre 2024: completamento dello studio di fattibilità per l’allungamento della pista a 2.400 metri;
- Entro giugno 2025: primo bando per collegamenti di linea nazionali ed europei, con incentivi ai vettori che raggiungono il break-even entro 18 mesi.
Conclusione: il rischio di un’occasione perduta
Se le istituzioni non interverranno tempestivamente, l’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi rischia di restare un “aeroporto missing” nel panorama europeo, mentre i turisti continueranno a convergere su Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa. La Cisl avverte: “Ora o mai più: investire oggi significa garantire occupazione e crescita per le prossime generazioni”. Per il Mezzogiorno, il decollo parte da qui.
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