Referendum giustizia, PD Napoli: De Luca contro Lega-M5S per la Costituzione
Il PD scende in piazza a Napoli: «Difendiamo Costituzione e magistratura autonoma»
Più di 1.000 cittadini hanno affollato piazza Dante a Napoli per partecipare alla giornata di mobilitazione indetta dal Partito Democratico a sostegno del no al referendum sulla giustizia promosso da Lega e Movimento 5 Stelle. Con il segretario regionale Piero De Luca sul palco, insieme a Elly Schlein e Pierluigi Bersani, il centrosinistra ha rafforzato la linea difensiva dei principi costituzionali, presentando la consultazione del 9 giugno come «uno scontro decisivo per il futuro democratico del Paese».
La parola d’ordine: “No alla riforma che vuole mani sulla giustizia”
Piero De Luca, nel suo discorso conclusivo, ha sottolineato la natura politica del referendum: «Non è una riforma tecnica, ma un cambiamento che rischia di trasformare la magistratura in un dipartimento governativo. Abbiamo riaffermato con forza la piena indipendenza del Consiglio Superiore della Magistratura, un pilastro fondamentale della nostra democrazia».
L’esponente dem ha evidenziato come la proposta di ridurre i componenti togati del CSM e cancellare l’obbligo di motivare i pareri sulle nomine dei procuratori «apra la strada a possibili infiltrazioni politiche nelle decisioni su investigazioni e processi».
Schlein e Bersani: «Un referendum che divide l’Italia»
- Elly Schlein ha denunciato «una riforma scritta su misura per proteggere i singoli, non per rafforzare la giustizia».
- Pierluigi Bersani ha ricordato le «passate battaglie contro le leggi ad personam e il rischio di tornare indietro di vent’anni».
Entrambi hanno invitato i cittadini a «non abbassare la guardia», sottolineando che «la partecipazione di oggi dimostra che Napoli e il Sud tutto sono pronti a difendere la Carta costituzionale».
Cronaca dell’evento: musica, bandiere e istanze dal territorio
L’iniziativa è iniziata alle 17:30 con l’inno di Mameli e si è conclusa alle 20:00 con il lancio di mille palloncini tricolori. Hanno preso la parola anche rappresentanti delle associazioni antimafia, magistrati in pensione e familiari di vittime di reati, creando un fronte trasversale che ha voluto rappresentare «la società civile contro la politicizzazione della giustizia».
Tra gli slogan più applauditi: «Giustizia libera, democrazia viva» e «Napoli dice no». I volontari hanno distribuito volantini che spiegavano punto per punto i quesiti referendari, mentre gli stand del PD offrivano materiale informativo in italiano, inglese e napoletano.
Il calendario del No: prossime tappe in tutta Italia
L’evento napoletano è il quarto di una serie di iniziative che toccheranno anche Torino (20 maggio), Bari (27 maggio) e Palermo (2 giugno). L’obiettivo dichiarato è «arrivare al 9 giugno con una macchia azzurra di voti contrari che superi il 40% e rende vano il quorum».
Perché contare i voti del Sud
Secondo i dati del Viminale, al Mezzogiorno si concentrano il 28% degli elettori nazionali e «un’alta affluenza potrebbe ribaltare i pronostici» ha spiegato il professor Marco Damilano, politologo ospite sul palco. Il PD punta così a replicare il successo del 2016, quando il no alla riforma Boschi ottenne in Campania il 67% dei consensi.
Piero De Luca ha chiuso la manifestazione con un appello: «Il 9 giugno votare no non è un atto di parte, ma un gesto di responsabilità verso le generazioni future. La Costituzione ci ha protetti per 75 anni: adesso tocca a noi proteggerla».
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