Caso Monaldi, stop trapianti pediatrici 6 mesi: nasce fondazione Domenico Caliendo
Caso Monaldi, stop trapianti pediatrici per 6 mesi: nasce la fondazione Domenico Caliendo
Napoli, 27 giugno 2025 – Il caso Monaldi, esploso dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo in lista d’attesa per un trapianto di cuore, costringe la Regione Campania a un passo senza precedenti: la sospensione di tutti i trapianti cardiaci pediatrici per sei mesi. Nelle stesse ore, a pochi chilometri dall’ospedale, nasce ufficialmente la Fondazione Domenico Caliendo Onlus, siglata davanti a un notaio per volontà della famiglia.
La decisione della Regione Campania
La Giunta regionale, presieduta dal neo-governatore Roberto Fico, ha firmato il provvedimento d’urgenza dopo l’inchiesta della Procura di Napoli che accerta irregolarità nella gestione delle liste d’attesa del Monaldi e del Santobono-Pausilipon. Il provvedimento, già pubblicato sul Bollettino Ufficiale, prevede:
- Blocco immediato dei trapianti di cuore pediatrici fino al 27 dicembre 2025.
- Ispezioni straordinarie da parte del Nucleo antisofisticazioni dei Nas e dell’Agenzia nazionale trapianti.
- Revisione completa dei criteri di priorità e trasparenza delle liste d’attesa.
«Non possiamo permettere che altri bambini corrano rischi simili», ha dichiarato Fico nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia. «Il provvedimento è doloroso, ma necessario per restituire la fiducia alle famiglie campane».
Nasce la Fondazione Domenico Caliendo Onlus
Mentre il dibattito politico si accende, la famiglia Caliendo sceglie la strada della memoria concreta: davanti al notaio Maria Rosaria Bruno, hanno costituito la Fondazione Domenico Caliendo Onlus. I proventi delle donazioni andranno a:
- Finanziare borse di studio per medici specializzati in cardiochirurgia pediatrica.
- Acquistare apparecchiature d’avanguardia per le terapie intensive cardiologiche.
- Finanziare campagne di sensibilizzazione sulla donazione degli organi.
«Domenico è morto perché non è arrivato il suo cuore. Con la fondazione vogliamo evitare che altri genitori piangano un figlio», ha dichiarato Antonietta Caliendo, mamma del bambino. Il patrimonio iniziale della fondazione ammonta a 350.000 euro, versati in parte dall’azienda di famiglia e raccolti tramite una piattaforma di crowdfunding attiva fin dal mese scorso.
Le reazioni del mondo sanitario
Il Collegio dei cardiochirurghi campani parla di «ferita profonda» ma «accetta la pausa come occasione di rinascita». La Società italiana trapianti (SIT) ha inviato una task-force di esperti per supportare la revisione dei protocolli. Intanto, i ministri Orazio Schillaci (Salute) e Anna Ascani (Politiche per l’infanzia) hanno annunciato un fondo emergenziale di 10 milioni di euro destinato a potenziare i centri di trapianto pediatrico in Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna per accogliere i piccoli pazienti campani.
Cosa succede adesso
Nei prossimi 45 giorni la Regione presenterà un piano di rientro con l’obiettivo di riattivare i trapianti entro gennaio 2026. Le famiglie colpite riceveranno un’assistenza psicologica gratuita e il diritto a second opinion presso centri fuori Campania, a carico del Servizio sanitario regionale. Nel frattempo, la fondazione ha già raccolto oltre 1.200 adesioni di volontari e medici pronti a collaborare.
Il caso Caliendo, dunque, non resterà un episodio drammatico chiuso nel dolore, ma può diventare – fanno sapere gli organizzatori – la scintilla per una sanità più sicura e trasparente.
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