Salerno, la Filca Cisl lancia l’allarme: «Opere pubbliche incomplete, rischio perdita di occupazione e turismo»
Salerno – Cantieri fermi, investimenti bloccati e rischio di perdere il treno dello sviluppo. È la fotografia scattata dalla Filca Cisl di Salerno, la federazione provinciale dei lavoratori dell’ediliza e delle costruzioni, che chiede a gran voce la ripartenza immediata delle grandi opere pubbliche considerate strategiche per rilanciare l’economia locale, l’occupazione e l’industria turistica.
Infrastrutture e turismo: il legame che (non) tiene
«Le infrastrutture sono il primo volano del turismo e del lavoro stabile – ha spiegato Michele Marchesano, segretario generale della Filca Cisl Salerno –. Se non completiamo subito le opere strategiche perderemo un’occasione storica di crescita». Secondo il sindacalista, ritardi e burocrazia stanno trasformando cantieri che dovrebbero essere motori di sviluppo in veri e propri tombini di risorse pubbliche.
I numeri del settore edile a Salerno
- 15.000 addetti diretti nell’industria delle costruzioni in provincia
- 35% di cassa integrazione o contratti a tempo determinato
- 4 anni di media per ottenere autorizzazioni e varianti urbanistiche
- –18% flessione degli investimenti pubblici dal 2019
Le opere nel mirino: dalla SS18 al collegamento ferroviario con l’aeroporto
Al centro dell’analisi della Filca Cisl ci sono cinque grandi progetti considerati non più rinviabili:
- Variante di Agropoli sulla SS18 Tirrena Inferiore: 12 km di nuova arteria per decongestionare il traffico turistico verso il Cilento
- Raddoppio della Salerno-Battipaglia: fondamentale per il collegamento ferroviario tra il capoluogo e la costa cilentana
- Collegamento ferroviario con l’aeroporto di Pontecagnano: opera strategica per attrarre voli low-cost e flussi turistici
- Nuova statale 18 “Jonio-Tirreno”: corridoi veloci per merci e turisti tra Calabria e Campania
- Messa in sicurezza del versante di Amalfi e Costiera: cantierabili i fondi Pnrr per frane e dissesti idrogeologici
Il rischio: 3.000 posti di lavoro in bilico
«Su ogni cantiere pubblico si generano almeno 500 indotti – ha avvertito Marchesano –. Se non si aprono i cantieri, oltre 3.000 lavoratori tra muratori, ingegneri, geologi e trasportatori rischiano la cassa integrazione a tempo indeterminato». La Filca Cisl ha già consegnato alla Regione Campania e al Ministero delle Infrastrutture un dossier con proposte operative per velocizzare autorizzazioni e appalti:
- Tavolo unico con Anas, RFI e Province per sbloccare varianti e permessi
- Clausole anti-abusismo nei bandi: subentro immediato dell’impresa perdente su quella inadempiente
- Formazione obbligatoria in cantiere: 40 ore annue per ogni lavoratore, finanziata dal Fondo sociale europeo
- Obiettivo occupazionale: almeno il 60% di assunzioni a tempo indeterminato per le imprese appaltatrici
Il turismo chiede “grandi opere”
Secondo i dati di Unioncamere Campania, la provincia di Salerno nel 2023 ha registrato 3,2 milioni di arrivi e 11,5 milioni di presenze, numeri che potrebbero crescere del +25% entro il 2026 se saranno completati i collegamenti veloci. «Il turista del terzo millennio sceglie destinazioni accessibili in tempi brevi – ha sottolineato Cristina Pinto, responsabile turismo della Cisl di Salerno –. Se arrivare in Costiera impiega meno di un’ora da Napoli, l’indotto vale oltre 200 milioni di euro all’anno».
La road-map della Filca Cisl
Il sindacato ha calendarizzato una serie di iniziative per il prossimo semestre:
- 27 giugno 2024: assemblea pubblica ad Agropoli con imprese e amministratori per firmare il “Patto per i cantieri”
- 15 luglio 2024: incontro con il commissario straordinario di Anas per chiedere cronoprogrammi certi sulla SS18
- 30 settembre 2024: giornata di sciopero nazionale se non saranno assegnati i lotti di raddoppio ferroviario
Il messaggio finale: «Non perdiamo il treno del PNRR»
«Il governo ha stanziato 2,5 miliardi per le infrasrtutture campane – ha concluso Marchesano –. Se non spendiamo questi fondi entro il 2026, li perderemo per sempre. Costruire oggi significa garantire lavoro stabile per le prossime due generazioni». Per la Filca Cisl la sfida è duplice: chiudere il gap infrastrutturale del Mezzogiorno e trasformare il cantiere in un laboratorio di innovazione sociale. «Solo così si costruisce davvero il futuro del territorio», ha tuonato il segretario. Intanto i cantieri restano fermi e l’estate 2024 si avvicina: la corsa contro il tempo è appena iniziata.
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