Salerno, tunisino finisce al CPR di Bari: è lo scafista dell’imbarcazione intercettata il 18 marzo 2026
Scatta il trasferimento al Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Bari per il tunisino ritenuto responsabile del viaggio della piccola imbarcazione intercettata al largo della costa di Salerno lo scorso 18 marzo 2026. L’uomo, già ristretto nella Casa Circondariale di Salerno, è stato raggiunto da un provvedimento di espulsione emesso dalla Questura ed è stato immediatamente trasferito nelle strutture baresi in attesa dell’allontanamento dall’Italia.
Chi è il “capo” della traversata: identikit dello scafista
Il cittadino nordafricano, di cittadinanza tunisina, era finito in manette dopo l’allerta lanciata dalle pattuglie della Guardia Costiera che, nella serata di mercoledì, avevano notato una piccola imbarcazione entrare nelle acque territoriali senza autorizzazione.
All’interno del natante, oltre all’uomo oggi destinato al CPR di Bari, erano presenti altri 18 migranti – tutti privi di documenti di ingresso regolari – tra cui donne e minori non accompagnati. Le indagini coordinate dalla Procura di Salerno hanno consentito di accertare che il tunisino fosse l’organizzatore: aveva pilotato il mezzo, gestito i pagamenti e impartito ordini agli altri passeggeri.
Dalla scarcerazione al CPR di Bari: la catena dell’espulsione
Prima del trasferimento, l’uomo stava scontando una misura cautelare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato dal concorso di più persine. Alla data della liberazione, prevista per il 18 marzo, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Salerno ha subito notificato il provvedimento di espulsione amministrativa, rendendo efficace l’ordine di allontanamento dal territorio nazionale.
L’iter prevede:
- Identificazione e foto-segnalamento presso il centro di identificazione di Salerno
- Validazione del provvedimento dal Tribunale di Sorveglianza di Napoli
- Coordinamento con il Ministero dell’Interno per l’assegnazione al CPR più vicino
- Trasferimento in scorta con personale della Polfer fino a Bari
Il ruolo dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio nel contrasto all’immigrazione irregolare
Il CPR di Bari, gestito dall’associazione “T. & S.” su incarico del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, può ospitare fino a 105 migranti in attesa di rimpatrio. Secondo gli ultimi dati del Viminale, nel 2025 i rimpatri forzati dalla Puglia hanno superato quota 1.300, con un incremento del 21% rispetto all’anno precedente.
“L’immediato trasferimento del soggetto pericoloso nei centri specializzati è fondamentale per garantire la sicurezza e velocizzare le operazioni di identificazione,” ha spiegato il questore di Salerno, Mario Di Nardo, sottolineando l’importanza della collaborazione tra Polizia di Stato, Guardia Costiera e Prefettura.
Salerno frontiera calda: numeri e trend dell’immigrazione via mare
L’arrivo del 18 marzo è soltanto l’ultimo di una serie di sbarchi registrati nel Golfo di Salerno da inizio anno. Secondo la Cabina di regia Minniti-Orlando, nel solo compartimento marittimo di Salerno sono stati contati:
- 43 sbarchi tra gennaio e metà marzo 2026
- 811 migranti soccorsi, con un aumento del 37% sul 2025
- 27 presunti scafisti arrestati, di cui 12 di nazionalità tunisina
Prossimi passi: rimpatrio e indagini in corso
L’espulsione del tunisino dovrebbe concludersi entro 30 giorni, salvo ricorsi al TAR o impugnative presentate dal difensore d’ufficio. Nel frattempo la Digos di Salerno continua a monitorare eventuali complici in Italia e all’estero, per scardinare la rete di trafficanti che – secondo gli inquirenti – utilizza il porto di Salerno come punto di transito per i migranti diretti al Nord Europa.
La Procura, coordinata dal procuratore aggiinto Luisa Del Giudice, ha aperto un filone d’inchiesta complementare per associazione per delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, reato che può comportare pene fino a 20 anni di reclusione.
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