Sarno, crisi in Comune: Fratelli d’Italia suona l’allarme sulle deleghe a Correa
SARNO – Il caso delle deleghe al contenzioso e alla ricostruzione post-frana ha acceso il dibattito politico in città. L’assessore Enzo Correa ha infatti restituito le sue competenze al sindaco, scelta che Fratelli d’Italia definisce «carica di ombre e sospetti» e sulla quale chiede piena trasparenza. Il timore del partito di Giorgia Meloni è che la rinuncia possa preludere a una mancata impugnazione di atti o sentenze che costano centinaia di migliaia di euro alle casse comunali.
Il caso Correa: cronaca di un’uscita che fa rumore
Enzo Correa, geometra e consigliere comunale con delega specifica al contenzioso, ha formalmente restituito le sue prerogative lo scorso 10 giugno. La notizia, filtrata solo in un secondo momento, ha sollevato interrogativi sui reali motivi della decisione. Secondo Fratelli d’Italia, la mossa sarebbe legata alla volontà di non dover più firmare ricorsi o controparti legali in procedimenti che pendono sul Comune da anni, legati alla frana del 4 maggio 1998 che devastò il quarte di Sanità.
«Non è un semplice cambio di responsabilità – spiega il coordinatore cittadino di FdI, Antonio Gaglione –. Se l’assessore ritiene di non poter garantire la difesa degli interessi pubblici, deve spiegare se dietro a questa rinuncia ci sia la volontà di non impugnare sentenze sfavorevoli. Lasciar decadere termini processuali significherebbe un danno erariale».
Il nodo della ricostruzione post-frana: 25 anni di contenzioso
La frana che colpì Sarno nel 1998, provocando 4 morti e 100 feriti, è ancora oggetto di cause civili e amministrative. Il Comune ha dovuto difendersi da richieste di risarcimento milionarie da parte di famiglie e attività danneggiate. Solo negli ultimi cinque anni, l’ente ha erogato oltre 2 milioni di euro in transazioni e condanne. Il fondo stanziato per la ricostruzione, ammontato inizialmente a circa 8 milioni, è oggi ridotto a meno della metà.
Le deleghe restituite da Correa coprono:
- la gestione di tutte le cause in materia di danni da frana;
- il monitoraggio dei termini di impugnazione;
- la stipula di transazioni e conciliazioni;
- la verifica della regolarità urbanistica degli immobili ricostruiti.
La posizione di Fratelli d’Italia: “Subito un consiglio straordinario”
Il gruppo consiliare di FdI ha presentato una mozione urgente per convocare un consiglio comunale aperto entro 15 giorni. Tra le richieste: pubblicazione dell’elenco aggiornato delle cause pendenti, nomina di un responsabile unico del contenzioso esterno all’amministrazione e, infine, trasmissione degli atti alla Corte dei Conti «per accertare eventuali profili di danno erariale».
«Non vogliamo gettare fango – precisa la consigliera Maria Teresa Santaniello –, ma tutelare i cittadini che hanno già pagato troppo. Se qualcuno pensa di poter archiviare decine di cause senza impugnarle, dovrà rendere conto davanti alla città».
Il sindaco de Felice: «Pronti a chiarire, ma nessuna omissione»
Il primo cittadino, Giuseppe de Felice (lista civica “Sarno in Comune”), ha respinto ogni sospetto: «Correa ha motivato la scelta con ragioni personali. Le deleghe sono state già riassegnate all’assessore al Bilancio, che seguirà i pareri dell’ufficio legale esterno. Nessun atto andrà perduto, garantisco io». De Felice ha però aperto alla possibilità di un consiglio monotematico «per tranquillizzare l’opposizione e i cittadini».
Cos’aspetta Sarno: i prossimi passaggi
Mentre la città segue con apprensione l’evolversi della vicenda, sono attese entro fine mese le determinazioni della giunta su:
- l’affidamento del contenzioso a uno studio legale specializzato;
- l’aggiornamento del cronologico dei processi da presentare in consiglio;
- l’audizione degli uffici tecnici per verificare lo stato delle transazioni.
L’auspicio, condiviso anche da associazioni e comitati dei damneggiati, è che la politica torni a confrontarsi sui numeri e non sulle polemiche. Con 25 anni di ritardi, Sarno non può permettersi ulteriori perdite di tempo – né di denaro.
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