Aggressione al capotreno sulla Salerno-Caserta: arrestato 50enne
Aggressione brutale e senza precedenti a bordo del treno regionale Salerno-Caserta. Un capotreno è stato aggredito con calci e pugni da un passeggero di 50 anni dopo avergli chiesto di esibire il biglietto. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi, ha visto l’immediato intervento delle forze dell’ordine che hanno arrestato l’aggressore. L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza del personale viaggiante e sull’incremento delle aggressioni nei trasporti pubblici.
Cosa è successo sul treno regionale
Secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia Ferroviaria, tutto è iniziato quando il capotreno, nell’esercizio delle sue ordinarie funzioni di controllo, ha chiesto al passeggero di esibire il biglietto di viaggio. L’uomo, un 50enne di Sarno già noto alle forze dell’ordine, ha reagito con violenza, aggredendo il dipendente ferroviario con calci e pugni. L’aggressione è avvenuta in pieno orario di servizio, tra le carrozze del convoglio, sotto gli occhi degli altri viaggiatori.
Il capotreno è riuscito a mettersi in contatto con la centrale operativa della Polizia Ferroviaria, che ha immediatamente allertato una pattuglia in transito lungo la tratta. Grazie alla tempestività dell’intervento, l’aggressore è stato bloccato poco dopo l’arresto del treno e condotto negli uffici di polizia per l’identificazione.
L’arresto e le accuse
L’uomo, residente a Sarno, è stato arrestato con le accuse di lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Gli agenti hanno inoltre accertato che l’aggressore era già destinatario di un foglio di via obbligatorio dal comune di Sarno, con divieto di ritorno per tre anni, proprio per reati legati alla sicurezza pubblica.
Il personale ferroviario coinvolto nell’aggressione è stato soccorso sul posto e successivamente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale più vicino per le cure del caso. Le sue condizioni non sono gravi, ma ha riportato traumi contusivi e ferite giudicate guaribili in dieci giorni.
La condanna di Trenitalia e dei sindacati
Trenitalia Campania ha espresso solidarietà al capotreno aggredito, sottolineando che “episodi di questa gravità non possono e non devono rimanere impuniti”. L’azienda ha inoltre annunciato che costituirà parte civile nel processo a carico dell’aggressore.
Posizione durissima anche da parte dei sindacati di categoria. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Orsa Ferrovie hanno diramato un comunicato congiunto in cui chiedono “misure urgenti per la sicurezza del personale viaggiante, troppo spesso vittima di violenza gratuita”.
- Incremento delle forze di polizia a bordo dei treni a rischio
- Installazione di telecamere di sicurezza nelle carrozze
- Formazione specifica per il personale su tecniche di de-escalation
- Tutela legale e psicologica per le vittime di aggressioni
Un fenomeno in crescita
Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sulla Sicurezza nei Trasporti, nel 2023 gli episodi di violenza contro il personale viaggiante sono aumentati del 18% rispetto all’anno precedente. Solo in Campania, sono stati registrati 47 casi di aggressioni a danno di capotreni, controllori e macchinisti.
La tratta Salerno-Caserta, in particolare, è tra le più a rischio: collega due capoluoghi di provincia densamente popolati e attraversa comuni con alto tasso di disagio sociale. L’assenza di barriere di accesso ai treni regionali rende il controllo dei biglietti complesso e spesso generatore di conflitti.
La risposta delle istituzioni
La Prefettura di Salerno ha convocato un tavolo tecnico urgente con Trenitalia, Ferrovie dello Stato, forze dell’ordine e rappresentanze sindacali per valutare interventi straordinari. Tra le ipotesi al vaglio:
- Incremento delle pattuglie miste Polizia Ferroviaria-Polizia di Stato
- Campagne di comunicazione per sensibilizzare i passeggeri
- Introduzione di sistemi di allarme silenziosi a bordo
- Patto di legalità con i Comuni lungo la tratta
“Non possiamo più tollerare che lavoratori onesti siano presi a pugni per aver fatto semplicemente il loro lavoro”, ha dichiarato il prefetto di Salerno, annunciando un piano di sicurezza entro i prossimi 30 giorni.
Il punto: serve un cambio di passo culturale
L’arresto del 50enne di Sarno è solo l’ultimo capitolo di una storia che si ripine troppe volte. La sicurezza nei trasporti non è solo una questione di polizia o di telecamere, ma di rispetto delle regole e della dignità altrui. Se l’aggressione al capotreno può servire da spunto per cambiare radicalmente l’approccio alla sicurezza ferroviaria, allora il suo sacrificio – per fortuna non grave – non sarà stato vano.
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