Poeti palestinesi ricordano Alfonso Gatto a 50 anni dalla morte: eventi a Salerno e Napoli
Cinquant’anni dopo la scomparsa di Alfonso Gatto, le voci della poesia palestinese si uniscono a quella del poeta salernitano per celebrarne l’impegno antifascista e la lezione di civiltà. Il progetto “Se perdono i poeti non vince il mondo” – nato dalla collaborazione tra la Fondazione Alfonso Gatto (presieduta da Filippo Trotta) e l’associazione Femminile palestinese curata da Maria Rosaria Greco – animerà Salerno e Napoli con una serie di iniziative culturali ad ingresso libero.
Gatto e la Palestina: un ponte di parole e resistenza
Alfonso Gatto, morto il 9 maggio 1976, fu tra i fondatori della rivista “Campo di Marte” e, dopo l’adesione al Partito Comunista Italiano, visse anni di censura e confino. La sua poesia – erede della tradizione leopardiana e vocata alla denuncia sociale – incontra oggi i versi di autrici e autori palestinesi che, come lui, vedono nella parola poetica uno strumento di resistenza culturale e di pace.
Calendario degli eventi: poesia, musica e confronto
Salerno, 12 maggio – Chiostro di San Pietro a Corte
- ore 17,30 – Saluti istituzionali del sindaco Vincenzo Napoli e dell’assessore alla Cultura Antonio Iannone
- ore 18,00 – Reading multilingue: poesie di Gatto tradotte in arabo e versi di Najwan Darwish, Maya Abu Al-Hayyat, Fady Joudah
- ore 19,00 – Concerto del trio “Sharat” (oud, violino e percussioni) che unisce musiche del Mediterraneo
Napoli, 14 maggio – Palazzo delle Arti (PAN)
- ore 10,00 – Incontro con le scuole: laboratorio “Scrivi come un poeta di frontiera”
- ore 17,00 – Tavola roonda “Poesia come antidoto alla guerra” con Maria Rosaria Greco, Filippo Trotta, la scrittrice palestinese Basma Ghalayini e il traduttore Marco Pavanini
- ore 19,30 – Proiezione del docufilm “Gatto, il vagabondo della parola” (2023) di Gaetano Di Vaio con dibattito aperto al pubblico
Il messaggio: quando i poeti perdono, perde l’umanità
Il titolo dell’iniziativa – “Se perdono i poeti non vince il mondo” – riprende un verso di Mahmoud Darwish, il celebre poeta palestinese che conobbe personalmente Gatto durante il suo viaggio in Italia del 1974. «Entrambi credevano che la poesia potesse disarmare i conflitti», spiega Maria Rosaria Greco. «Oggi riportare le loro voci sullo stesso palco è un atto politico di memoria e speranza».
Perché celebrare Gatto oggi: parole chiave per il futuro
Le celebrazioni non sono solo un omaggio erudito: sono un invito a leggere la contemporaneità con gli occhi di chi ha scelto la poesia come arma di libertà. In tempi di disinformazione e nuove guerre, rileggere Gatto significa riscoprire il valore della parola responsabile, capace di «fare luce là dove la storia è più buia», come scrisse il critico Carlo Bo.
I promotori confidano di raggiungere un pubblico trasversale: studenti, appassionati di poesia italiana e mediorientale, ricercatori di storia della Resistenza, viaggiatori culturali in Campania. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti; per il laboratorio scolastico è richiesta la prenotazione sul sito della Fondazione Gatto.
Info utili:
Sito ufficiale: www.fondazionealfonsogatto.it
Ufficio stampa: 089 252 88 11 – ufficiostampa@fondazionealfonsogatto.it
Lascia un commento