Salerno, video sketch in ospedale: operatori Ruggi a rischio provvedimenti disciplinari
Gli sketch video girati in corsia al policlinico “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno continuano a far discutere. Dopo il boom di visualizzazioni sul podcast “Super Salerno” dei Figli delle Chiancarelle, i filmati – ironicamente denominati “Ruggi Comedy” – hanno raggiunto la ribalta nazionale, scatenando critiche dei sindacati e interrogazioni parlamentari. Ora, a meno di due settimane dalla pubblicazione, arriva la convocazione al consiglio disciplinare per gli operatori coinvolti.
Chi ha partecipato ai video e cosa rischia
Secondo quanto appreso da Il Mattino, i professionisti ripresi mentre ballavano, cantavano o interpretavano brevi parodie nei corridoi del Pronto Soccorso e del nosocomio universitario salernitano sono infermieri, oss, tecnici di radiologia e alcuni medici in formazione. L’indagine interna, avviata dal direttore generale Maria Pina Tanturri, ha accertato la violazione dell’articolo 10 del Codice di comportamento del personale, che vieta l’uso improprio di smartphone in ambienti clinici e tutela la privacy dei pazienti.
Le sanzioni vanno dal richiamo scritto alla sospensione dal servizio fino a 30 giorni, con possibile ritiro dell’indennità. La prima udienza del consiglio disciplinare è fissata per il 27 giugno e si prevedono controdeduzioni e memorie difensive da parte dei dipendenti.
Il dietrofront della direzione: “Regolo applicato con fermezza”
In una nota ufficiale, la direzione sanitaria ha ribadito che “qualsiasi comportamento che possa ledere l’immagine dell’azienda o compromettere la sicurezza delle cure sarà perseguito con la massima severità”. Il manager ha inoltre annunciato l’introduzione di corsi di formazione obbligatori su privacy, uso dei social e deontologia professionale, estesi a tutto il personale (circa 3.600 unità).
Reazioni politiche e sindacali: “Serve equilibrio, ma anche rispetto delle regole”
La Fials Salerno ha chiesto di “valutare il contesto: erano pochi secondi di svago in turni massacranti, ma la sicurezza del paziente viene prima di tutto”. Dal Polo Universitario, il senatore Francesco Gaudiosi (M5s) ha presentato un’interrogazione al ministro Schillaci per verificare “se esistano linee guida nazionali sull’uso degli smartphone negli ospedali”. L’Ordine dei Medici di Salerno, tramite il presidente Marco Alfano, ha invitato alla prudenza: “La rete dimentica poco e il rischio reputationale è altissimo”.
Cronologia dei fatti: dal tik-tok al consiglio disciplinare
- 8 giugno – Primo video pubblicato su Instagram dal profilo “Figli delle Chiancarelle”: 200.000 visualizzazioni in 24 ore.
- 10 giugno – Protesta di Cimo-Cisl e Nursind: “Il paziente non deve diventare comparsa”.
- 12 giugno – La direzione ordina un’audit interno: identificati 12 dipendenti.
- 15 giugno – Il video-parodia del primario di Ortopedia (non ancora pubblicato) finisce sul tavolo del garante privacy.
- 20 giugno – Convocazioni disciplinari; la Asl Salerno apre un’indagine per accertare eventuali danni alla reputazione.
Cosa prevede la legge: privacy, sicurezza e social negli ospedali
Il Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento 250/2019, ha chiarito che “la registrazione di immagini in reparti ad accesso riservato è vietata, salvo esplicito consenso del paziente o esigenze investigative”. Le violazioni posso comportare sanzioni da 10.000 a 120.000 euro per la struttura e responsabilità penale per il singolo qualora si registri un danno alla persona. In più, il Codice Deontologico Infermieri (art. 5) vieta “comportamenti che possano screditare la categoria”.
Il punto: cultura dello “scontring” e carenza di personale
Il policlinico salernitano, con i suoi 865 posti letto e 45.000 accessi al pronto soccorso all’anno, ha un organico carente del 18% secondo la Fials. Gli operatori, costretti a turni 12-14 ore, creano spesso contenuti virali per “scaricare la tensione”. Ma l’esperto di communication in healthcare Luca Rinaldi avverte: “Il confine tra umanizzazione e spettacolarizzazione è labile: una corsia è sempre un luogo di cura, non un set”.
Prossimi passi: nuove linee guida e controlli a campione
Entro luglio la Asl Salerno varerà un Protocollo di Social Media Policy: smartphone aziendali bloccati in fascia oraria, green-room (spazi dedicati ai break) e filmati di sorveglianza controllati dal Nucleo di Polizia Amministrativa. Intanto, i 12 operatori attendono il verdetto: “Siamo pronti a chiedere scusa, ma servirebbe anche un po’ di comprensione per chi lavora 200 ore al mese”, confessa una infermiera coinvolta, preferendo l’anonimato.
Fatto più che mai attuale: tra click, like e cartelle cliniche, la sfida è garantire dignità al paziente e agli stessi professionisti, senza trasformare la sanità in un reality show.
Lascia un commento