Epatite A in Campania: mitilicoltori pronti a collaborare con le istituzioni
Crisi epatite A in Campania: il settore mitilicolo si mette a disposizione
L’epatite A sta mettendo in ginocchio Napoli e l’intera regione Campania. Con i contagi in costante aumento, la Unci AgroAlimentare — l’Unione Nazionale Cooperative Italiane che raggruppa pescatori e mitilicoltori — ha aperto formalmente un canale di collaborazione con le istituzioni sanitarie. Il presidente nazionale Gennaro Scognamiglio ha ribadito la “piena disponibilità” delle cooperative campane a fornire “tutti i dati e i campioni necessari” per accertare l’eventuale correlazione tra i focolai di epatite A e i prodotti ittici, in particolare i molluschi bivalvi.
Cosa sta succedendo: i numeri del contagio
Negli ultimi tre mesi la Asl Napoli 1 ha registrato oltre 220 casi di epatite A, un numero quattro volte superiore alla media stagionale degli ultimi cinque anni. L’età mediana dei pazienti è 32 anni e la maggior parte dei contagi è concentrata nel centro storico e nella zona orientale della città. Le autorità sanitarie ipotizzano un’origine alimentare: moscardini, vongole, cozze e altri molluschi freschi consumati crudi o poco cotti.
Il ruolo delle cooperative: controlli in tempo reale
Le cooperative aderenti a Unci AgroAlimentare gestiscono oltre 180 concessioni di mitilicoltura tra il Golfo di Napoli, il Lago di Patria e il litorale domitio. In questi giorni stanno mettendo a verbale:
- 1.300 campionamenti di acqua di allevamento già trasmessi all’IZSM (Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno)
- 450 analisi su molluschi già in distribuzione, tutte negative per virus epatitici
- Documentazione HACCP aggiornata al 15 giugno 2025, con tracciabilità a lotto
Il presidente Scognamiglio sottolinea: “Il nostro obiettivo è tutelare la filiera e, soprattutto, la salute dei consumatori. Se serviranno ulteriori prelievi, saremo operativi entro 24 ore“.
Le misure di prevenzione per i consumatori
L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di:
- Cucinare sempre molluschi e crostacei per almeno 90 secondi a 90 °C
- Lavarsi le mani dopo aver toccato prodotti crudi
- Evitare il consumo di frutti di mare crudi in assenza di certificazioni
- Vaccinarsi: il vaccino epatite A è gratuito per i residenti in Campania e somministrato dai medici di medicina generale
Impatto economico e ripartenza
Il comparto della mitilicoltura in Campania vale 42 milioni di euro l’anno e dà lavoro a 1.200 addetti tra pescatori, trasformatori e trasportatori. Dopo il crollo del 40 % delle vendite registrato nella prima decade di giugno, le aziende stanno valutando campagne di sensibilizzazione e marchi di qualità differenziata. La Regione ha stanziato un fondo emergenza da 3 milioni per sostenere le attività di controllo e promozione.
Gennaro Scognamiglio conclude: “Non permetteremo che anni di sacrifici finiscano sotto processo. Le nostre acque sono tra le più controllate d’Italia: i dati lo dimostrano. Ora serve un tavolo tecnico permanente con Regione, Ministero della Salute ed EFSA per garantire trasparenza e futuro al settore“.
Le indagini epidemiologiche sono in corso: i risultati dei campioni di acqua e molluschi sono attesi entro il 30 giugno 2025. Intanto, i supermercati napoletani hanno già ridotto del 25 % l’ordine di mitili freschi. Un campanello d’allarme che il sistema produttivo spera di poter spegnere in tempi rapidi, collaborando attivamente con le istituzioni.
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