San Marzano sul Sarno, il «fantasma» del campo sportivo: 300 mila euro «evaporati» e l’opposizione chiede conto
Cronaca di un’opera incompiuta: nasce il caso «Campo sportivo fantasma»
È diventata la telenovela dell’estate politica sarnese: a San Marzano sul Sarno, sullo sfondo di un’area verde ancora scabra, si consuma lo scontro sul campo sportivo promesso e mai consegnato. Al centro della vicenda ci sono oltre 300 mila euro di fondi pubblici e una transazione risalente al 2016 che, secondo l’opposizione, ha trasformato un’opera pubblica in un buco nel bilancio comunale.
L’accusa dell’opposizione: «Soldi gettati al vento»
Ad accendere la miccia è il consigliere comunale di minoranza Salvatore Annunziata, esponente del gruppo “San Marzano Riparte”, che ha presentato nei giorni scorsi un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. «Abbiamo di fronte un paradosso amministrativo – dichiara Annunziata –: il Comune ha versato centinaia di migliaia di euro a una ditta per liberarsi di un’opera che, di fatto, non è mai esistita».
Secondo il consigliere, la vicenda configura un’ipotesi di danno erariale e «spreco di risorse pubbliche» che non può restare impunita. «Non è accettabile – aggiunge – che si chiuda un occhio mentre si bruciano i soldi dei cittadini».
I passaggi chiave della vicenda
- 2016: il Comune, guidato allora da una giunta di centrosinistra, sigla una transazione con l’impresa costruttrice per chiudere la lunga contesa sul campo sportivo di via San Marco. L’ente versa 300 mila euro per «risarcimento danni» e rinuncia formalmente alla realizzazione dell’opera.
- 2019-2023: i lavori restano al palo, l’area resta un’enorme cava di terra in pieno quartiere residenziale.
- Luglio 2024: l’opposizione deposita esposti alla magistratura contabile e penale chiedendo un’indagine su eventuali responsabilità.
Le reazioni della maggioranza: «Accuse strumentali»
Dall’altra parte del tavolo, il sindaco uscente Antonio Speranza respinge le accuse e parla di «strumentalizzazione politica». «Nel 2016 il Comune ha scelto la via della transazione per evitare un contenzioso che rischiava di costare molto di più – spiega –. Oggi la minoranza usa il caso per far cassa di consensi, ma i fatti sono stati analizzati più volte dalla nostra ragioneria e dalla Corte dei Conti in sede di rendicontazione».
Il punto sul campo: un’area abbandonata e i cittadini arrabbiati
A due passi dalla scuola media, l’area di 12 mila metri quadri destinata al nuovo campo sportivo è oggi un enorme prato incolto, recintato e invaso da rovi. «È surreale – racconta Maria, 42 anni, residente da sempre a San Marzano –: i nostri figli non hanno un campo dove giocare, mentre le tasse aumentano e si sente parlare di transazioni milionarie».
Nei gruppi Facebook locali la parola d’ordine è «trasparenza». Cresce la richiesta di pubblicare integralmente tutti gli atti relativi alla transazione e di aprire una commissione consiliare ad hoc.
Cosa succederà adesso: i prossimi passi
- Indagini: la Corte dei Conti ha 120 giorni per valutare l’esposto di Annunziata e decidere se aprire un’istruttoria formale.
- Commissione consiliare: l’opposizione ha annunciato la richiesta di una seduta monotematica in aula.
- Variante urbanistica: il Comune ha annunciato la volontà di rivalutare la destinazione d’uso dell’area, ipotizzando un nuovo progetto multisport finanziato con fondi PNRR.
Il dato: 300 mila euro in numeri
- Importo versato nel 2016: 300.000 euro
- Valore per metro quadro dell’area: circa 25 euro
- Tempo trascorso senza lavori: 8 anni
- Cittadini residenti nel raggio di 500 metri: oltre 2.500
Conclusione: la sfida è ricucire la fiducia
La vicenda del campo sportivo di San Marzano sul Sarno è un caso-studio su come un’opera pubblica possa trasformarsi in un caso politico-giudiziario. Tra accuse di malagestione e promesse di trasparenza, la sfida vera non è solo riempire il buco nel terreno, ma ricucire la fiducia tra istituzioni e cittadini. La prossima stagione, sul rettangolo verde di via San Marco, si giocherà forse la partita più difficile: quella della credibilità.
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