Salerno: bloccata truffa da 15mila euro in filiale Intesa Sanpaolo, arrestate 4 persone
Tentata truffa da 15.000 euro sventata grazie all’occhio attento degli operatori bancari
Sabato 11 maggio, poco dopo le 10:30, la filiale Intesa Sanpaolo di Corso Vittorio Emanuele a Salerno è diventata il teatro di un episodio di alta tensione che si è concluso con quattro arresti e l’ennesima dimostrazione di competenza e prontezza del personale del credito italiano. Gli operatori, accortisi di alcuni movimenti anomali sul conto corrente di un’anziana cliente, hanno immediatamente informato i Carabinieri della Stazione Salerno Centro, attivando la catena di sicurezza che ha permesso di bloccare i responsabili pochi passi più in là, davanti alla stessa banca.
L’inganno: un finto tecnico informatico e l’esca del rimborso
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, uno dei truffatori – un 41enne originario di Napoli – era entrato in contatto telefonico con la signora, di 78 anni, fingendosi “tecnico di Intesa Sanpaolo addetto alla sicurezza”. Con tono perentorio, l’uomo aveva spiegato che il suo conto era stato “breccato” e che per evitare il rischio di prelievi fraudolenti occorreva ritirare immediatamente 15.000 euro in contanti e consegnarli a un incaricato che l’avrebbe aspettata davanti alla filiale.
La reazione lampo: dall’allarme agli arresti nei 15 minuti successivi
La donna, spaventata ma lucida, si è recata in banca informando il direttore di una “commissione urgente”. L’addetto allo sportello, però, ha notato subito l’insistenza con cui la correntista chiedeva l’importo massimo consentito in un’unica operazione e, insospettito, ha attivato la procedura di allerta frodi prevista dal protocollo interno. In sette minuti è giunta sul posto una gazzella dei Carabinieri.
Chi sono i fermati
- M. C., 41 anni, napoletano – già noto alle forze dell’ordine per analoghi reati
- A. R., 38 anni, napoletano – autista del furgone usato per fuggire
- D. S., 54 anni, salernitano – preposto a “presa diretta” del denaro
- L. M., 29 anni, napoletano – ricercato perché colto in flagranza mentre si aggirava nelle vicinanze con auricolare
I quattro sono stati arrestati con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso e associati al carcere di Fuorni. Il pubblico ministero di turno, dott.ssa Lucia Gallo, ha disposto il sequestro preventivo di 4 smartphone, 2 tablet e un’auto Bmw X1 intestata a una società prestanome.
Come riconoscere un tentativo di truffa: i consigli di Intesa Sanpaolo
Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha voluto ringraziare pubblicamente il personale della filiale salernitana e lanciare un messaggio di prevenzione anti-truffa. Secondo il report 2023 del servizio “SOS Frodi”, nel solo Mezzogiorno sono stati evitati oltre 2,3 milioni di euro di prelievi fraudolenti.
- Mai fornire dati personali al telefono: la banca non chiederà mai PIN, password o coordinate di carte via chiamata.
- Verifica dell’identità: se il sospetto è forte, richiedere sempre il nominativo dell’operatore e richiamare il numero verde 800.303.303.
- Attenzione alle urgenze: gli avvisi “manda subito il denaro” sono quasi sempre segnale di frode.
Cosa succede adesso: la vicenda finisce in tribunale
Il Tribunale di Salerno ha fissato per venerdì 24 maggio l’udienza di convalida degli arresti: i quattro resteranno in carcere in attesa del giudizio per direttissima. L’anziana cliente, assistita dal legale d’ufficio, ha già presentato querela per tentata truffa e potrebbe costituirsi parte civile al processo.
Per il pubblico ministero si tratta di un ulteriore tassello nella lotta al crimine informatico di prossimità, fenomeno in crescita del +12% nel 2023. «Grazie alla collaborazione tra istituti di credito e forze di polizia – ha dichiarato il colonnello Filippo Bisogno, comandante provinciale dell’Arma – siamo riusciti a salvare i risparmi di una famiglia e a mettere in ginocchio una rete criminale che operava da mesi in Campania».
Salerno torna quindi alla normalità: Corso Vittorio Emanuele è sicuro, i risparmi restano in banca e la città può ripartire da un episodio che dimostra come attenzione e collaborazione siano armi vincenti contro chi cerca di approfittare dei più deboli.
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