Truffa del falso nipote a Chieti: due arresti dopo il raggiro da 3.000 euro a una 87enne
I Carabinieri di Orsogna hanno sgominato il raggiro del “falso nipote”: un 46enne e un 54enne originari delle province di Napoli e Salerno sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di concorso in truffa aggravata ai danni di un’anziana 87enne del circondario.
Come si è consumata la truffa telefonica
I fatti si sono verificati nel pomeriggio di mercoledì 5 giugno 2024. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’87enne ha ricevuto sulla linea fissa di casa una chiamata da un uomo che, simulando la voce del nipote, l’ha messa in apprensione dichiarando di dover affrontare un’urgente spesa sanitaria da 3.000 euro.
La donna, terrorizzata dal racconto dell’impersonatore, si è affidata ciecamente alle istruzioni ricevute. Il truffatore ha specificato che si sarebbero presentati due “amici” a ritirare il denaro, fornendo dettagli precisi sull’ora e sul luogo dell’incontro.
La tecnica del prelievo “a domicilio”
La vittima, ignara dell’inganno, ha quindi atteso l’arrivo dei due malviventi presso il civico indicato. I due — il 46enne napoletano e il 54enne salernitano — si sono presentati rispettivamente come “amico del nipote” e “conoscente fidato”, ricevendo immediatamente la busta con 3.000 euro in contanti.
L’allerta dei vicini e l’intervento dei Carabinieri
Il piano criminale è però saltato grazie all’attenzione di alcuni vicini, i quali, insospettiti dal movimento di sconosciuti e dall’agitazione dell’anziana, hanno allertato il 112. I militari dell’Aliquota Radiomobile di Orsogna sono intervenuti in pochi minuti, bloccando i due uomini mentre si allontanavano con il denaro in tasca.
Le indagini in corso
“Abbiamo avviato verifiche incrociate su altre chiamate sospette nella zona”, ha spiegato il capitano dei Carabinieri di Chieti, Marco Del Vecchio. “Non è escluso che gli arrestati facciano parte di un’organizzazione più ampia che opera in Abruzzo e in altre regioni del Centro-Sud”.
Al termine delle formalità di rito, i due sono stati accompagnati nel carcere di Chieti in attesa del rito direttissimo. Le indagini si concentrano ora su:
- Analisi dei tabulati telefonici per risalire all’identità del “finto nipote”
- Cartelline telefoniche intestate a prestanome
- Probabili collegamenti con truffe analoghe in Pescara e Teramo
Consigli dei Carabinieri per non cadere nella truffa del finto parente
Per prevenire ulteriori vittime, l’Arma ha diffuso un vademecum antitruffa utile soprattutto per gli anziani e i loro familiari:
- Non fornire mai dati personali o informazioni su parenti al telefono.
- Verificare immediatamente la richiesta chiamando il nipote o il parente sul numero abituale.
- Diffidare di chi pretende pagamenti urgenti in contanti o tramite ricariche PostePay.
- Contattare il 112 o la stazione Carabinieri più vicina in caso di dubbio.
Dati aggiornati sul fenomeno truffe in Abruzzo
Secondo il report 2024 dell’Osservatorio Truffe della Regione Abruzzo, le segnalazioni di raggiri ai “finti parenti” sono aumentate del 18% rispetto al 2023. Nel solo territorio di competenza del Comando Provinciale di Chieti sono state registrate 47 truffe simili dall’inizio dell’anno, con un danno economico complessivo di circa 310.000 euro.
L’Arma invita chiunque abbia ricevuto chiamate sospette a denunciare tempestivamente per permettere interventi rapidi e salvaguardare altre potenziali vittime.
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