Salerno: chiuse definitivamente le Fonderie Pisano, vittoria per legalità e ambiente
Con la firma del decreto regionale che sancisce la chiusura definitiva delle Fonderie Pisano, si chiude un capitolo di oltre trent’anni di inquinamento e proteste nella Valle dell’Irno. Il provvedimento, emesso dalla Giunta regionale della Campania, pone fine alla produzione dell’impianto siderurgico di Salerno – considerato tra i più gravi siti di interesse nazionale (SIN) – e apre la strada alla bonifica e alla riconversione dell’area.
La decisione politica: “Legalità e buon senso”
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Francesco Villani ha definito l’atto «una vittoria della legalità e del buon senso». Secondo Villani, la chiusura rappresenta «il risultato di anni di mobilitazioni, inchieste giudiziarie e audizioni parlamentari che hanno dimostrato come l’attività dell’azienda fosse incompatibile con la tutela della salute pubblica». Il politico ha ringraziato associazioni ambientaliste, comitati cittadini e magistratura per «non aver mai smesso di alzare la voce».
Cronologia di una crisi ambientale
- 1989 – Le Fonderie Pisano iniziano la produzione di ghisa e acciaio in località Località Montecorvino Pugliano (Salerno).
- 2000-2015 – Decine di esposti e segnalazioni denunciano emissioni di polveri sottili, IPA e metalli pesanti; nasce il comitato “Salerno Respira”.
- 2016 – Il sito viene inserito nella lista di interesse nazionale per le bonifiche; l’Arpac rileva superamenti cronici dei limiti di PM10.
- 2019 – Inchiesta della Procura di Salerno: 17 indagati per disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio; sequestrati 22 ettari di terreno.
- 2021 – Il Tribunale di Salerno ordina la sospensione di alcune linee di produzione, ritenute «altamente impattanti».
- 24 aprile 2024 – La Regione Campania firma il decreto di chiusura definitiva, dando avvio alla procedura di dismissione.
Il futuro dell’area SIN: piano di bonifica e riconversione green
La delibera regionale prevede tre fasi operative:
- Messa in sicurezza immediata – Rimozione di amianto e copertura di cumuli di scorie entro 6 mesi.
- Caratterizzazione ambientale – Analisi di suolo, falde e aria entro 12 mesi per definire l’entità dei contaminanti.
- Bonifica definitiva e progettazione – Realizzazione di un parco tecnologico-sostenibile con pannelli fotovoltaici e centri di ricerca, finanziato dal PNRR con 67 milioni di euro.
Reazioni di istituzioni e cittadini
Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha parlato di «giornata storica per la città», mentre il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha garantito «massima trasparenza» nei tempi di risanamento. I comitati, riuniti nella rete “Valle Libera”, chiedono ora tavoli partecipativi e monitoraggio costante dei livelli di inquinamento.
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La vicenda ora entra nella fase operativa: la sfida sarà tradurre l’impegno politico in risultati concreti per l’ambiente e per le generazioni future della provincia di Salerno.
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