Inflazione record a Salerno: Confesercenti denuncia impoverimento e crollo dei consumi
Inflazione e costi fissi alle stelle stanno prosciugando le tasche di famiglie e imprese nel capoluogo campano. A lanciare l’allarme è l’ultima analisi del Centro Economico Regionale (CER) di Confesercenti che, con dati aggiornati a maggio 2024, fotografa una Salerno sempre più povera e segnata da un calo vertiginoso dei consumi.
Inflazione a doppia cifra: i numeri del CER-Confesercenti
Secondo il CER, l’indice dei prezzi al consumo nella provincia di Salerno ha toccato un +9,7% su base annua, superando di oltre due punti la media nazionale. Il dato emerge dal confronto tra maggio 2023 e maggio 2024, che mostra incrementi particolarmente dolorosi nei beni energetici (+42% gas, +28% elettricità) e nei prodotti alimentari (+12,3%).
Le famiglie perdono potere d’acquisto
Il rapido rialzo dei prezzi si traduce in un taglio reale del potere d’acquisto stimato in circa 2.400 euro l’anno per una famiglia media salernitana. A pesare ulteriormente sul bilancio domestico sono le voci di costo fisso come affitti, riscaldamento, trasporti (in aumento del 15% rispetto al 2022), che riducono sempre di più la quota di reddito disponibile per consumi discrezionali.
- Alimentari: carne +18%, latte +20%, pasta +25%
- Energia: bollette domestiche +28%, benzina +14%
- Servizi: trasporto pubblico +12%, mensa scolastica +10%
Crollo dei consumi: negozi e ristoranti in ginocchio
Gli effetti sull’economia locale non si fanno attendere. Il monitoraggio di Confesercenti su un campione di 350 imprese salernitane evidenzia:
- Un −18% di fatturato medio nel commercio al dettaglio rispetto allo stesso trimestre 2023.
- Un −22% di presenze nei ristoranti durante la settimana, con picchi del −30% nei weekend.
- Chiusure d’impresa: 120 negozi hanno abbassato le serrande nei primi 5 mesi dell’anno, 40 in più rispetto al 2023.
Imprese: aumentano i costi, cala la domanda
“Le imprese salernitane stanno vivendo una morsa bidirezionale,” spiega Vincenzo Mazzarella, presidente di Confesercenti Salerno. “Da un lato lievitano materie prime e utenze, dall’altro cala vertiginosamente la domanda. Il risultato è una spirale recessiva che rischia di diventare irreversibile se non si interviene subito.”
Le proposte di Confesercenti per rilanciare Salerno
Per arginare il rischio di impoverimento diffuso, l’associazione chiede al Comune e alla Regione:
- Super-sconto Irap per le microimprese fino a 250.000 euro di fatturato.
- Buoni-spesa digitali da 100 euro mensili per le famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro.
- Pedaggio autostradale ridotto del 30% per le merci in transito verso il porto di Salerno.
- Fondo perduto fino a 10.000 euro per chi investe in efficientamento energetico.
Un appello al governo nazionale
Confesercenti lancia inoltre un appello al governo centrale affinché venga prorogata la flat tax incrementale per le partite IVA e venga attivato un fondo speciale per le aree a elevata fragilità economica. “Servono interventi strutturali, non solo cerotti,” conclude Mazzarella. “Oggi la sfida è evitare che Salerno perda la propria anima commerciale e turistica, divenendo un’area di sacrificio a beneficio di poche multinazionali.”
I dati completi dell’analisi CER-Confesercenti sono consultabili sul sito ufficiale https://salerno.confesercenti.it.
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