Ruggi, rincari e scavi archeologici: il futuro ospedale di Salerno già costa di più
Dal decreto del 18 marzo 2026 i nuovi costi degli scavi bloccano il cantiere
Il futuro polo ospedaliero “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno – progetto chiave per la sanità campana – sta subendo l’ennesimo scossone economico. Con decreto n. 27 del 18 marzo 2026, la Regione Campania ha firmato un atto aggiuntivo al contratto per gli scavi archeologici preventivi, rendendo ufficiali rincari e varianti che mettono a rischio i tempi e il budget dell’intera opera.
Perché sono aumentati i costi: le condizioni impreviste emerse durante i sondaggi
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano L’Ora, i problemi sono emersi durante la fase di scavo di controllo prevista dal Piano di Caratterizzazione Archeologica. I sondaggi hanno infatti scoperto resti romani di straordinario valore, compresi mosaici di età imperiale e un tratto di strada lastricata in basalto databile tra il II e il IV secolo d.C.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno ha ordinato un ampliamento dell’area di indagine, con lavori straordinari che non erano stati finanziati nella gara d’appalto iniziale. Di qui la necessità di un extra-cost pari a 1,4 milioni di euro, che porta l’importo complessivo della sola fase archeologica da 3,2 a 4,6 milioni di euro.
Fondi e tempi: il cronoprogramma rischia slittamenti
- Maggio 2026: termine previsto per la conclusione degli scavi ampliati
- Luglio 2026: inizio dei lavori di movimento terra per il basamento strutturale
- Aprile 2029: consegna prevista del nuovo ospedale (data ora in dubbio)
La Regione ha garantito che il cofinanziamento straordinario arriverà dal Fondo di Rotazione per la Sanità, ma servirà intanto un’ulteriore delibera di Giunta per bilanciare il budget. A preoccupare è la catena degli appalti: se gli scavi si protrarranno oltre maggio, la messa a terra del cantiere slitterà di almeno 8-10 settimane, con effetto domino su tutta la scaletta.
L’impatto sul territorio: tra turismo e innovazione sanitaria
L’area di 65.000 m² accanto all’attuale ospedale Ruggi d’Aragona ospiterà un policlinico d’eccellenza da 500 posti letto, con reparti di trapianti e tecnologie di protonterapia. I reperti archeologici, una volta estratti e restaurati, saranno inseriti in un’esposizione permanente nel foyer d’ingresso, creando un connubio unico fra memoria storica e avanguardia medica.
Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha dichiarato: “Accoglieremo i suggerimenti della Soprintendenza per valorizzare i ritrovamenti senza penalizzare i tempi. L’obiettivo è offrire ai cittadini un ospedale all’altezza europea entro la fine del decennio.”
Cosa succede adesso: le prossime tappe
- Entro il 10 aprile 2026 la Giunta regionale approverà la variazione di bilancio
- La Ditta Restauri Salerno S.p.A. amplierà il team di archeologi da 12 a 20 unità
- Prevista una settimana di open-day per la stampa e le scuole sul sito di scavo
La sfida è appena iniziata: tenere insieme rigore scientifico, sostenibilità dei costi e tempi certi di consegna per ridisegnare il volto della sanità salernitana e del Mezzogiorno tutto.
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