Omicidio Vassallo: prosciolto il colonnello Cagnazzo, tre imputati a processo
È arrivata una svolta giudiziaria nel caso dell’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica ucciso la sera del 5 settembre 2010. Il gip del Tribunale di Salerno, al termine dell’udienza preliminare, ha prosciolto il colonnello Fabio Cagnazzo, ex comandante provinciale dei Carabinieri di Salerno, dall’accusa di depistaggio. Al tempo stesso, ha rinviato a giudizio tre presunti esecutori materiali del delitto.
Depistaggio: il colonnello Cagnazzo esce dal processo
L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Salerno, ipotizzava che il colonnello avesse alterato i primi accertamenti per indirizzare le indagini verso un “fronte” sbagliato, allontanando i sospetti da ambienti legati al clan camorristico dei Casalesi. Secondo i pm, Cagnazzo avrebbe omesso atti d’ufficio e favorito la fuga di notizie riservate. Il giudice, però, ha ritenuto insussistenti le prove a carico dichiarando il non luogo a procedere.
Chi sono i tre imputati rinviati a giudizio
A distanza di tredici anni dal delitto, il processo d’appello potrà finalmente chiamare in causa:
- Michele Di Maio, 38 anni, ritenuto l’esecutore materiale;
- Salvatore Di Maio e Francesco Di Maio, entrambi accusati di concorso in omicidio.
Secondo l’accusa, il movente sarebbe legato a interessi economici sul controllo del litorale cilentano, area strategica per il turismo e la pesca: Vassallo, infatti, si era battuto contro l’abusivismo edilizio e il traffico di rifiuti nel mare di Pollica.
La battaglia di Angelo Vassallo: ambiente e legalità
Il “sindaco pescatore”, 56 anni al momento della morte, era diventato simbolo della lotta allo sfruttamento illegale del mare. Durante i suoi due mandati amministrativi, Vassallo aveva:
- Denunciato illeciti ambientali al Ministero dell’Ambiente;
- Ottenuto il riconoscimento del Parco Marino di Punta Licosa;
- Promosso progetti di pesca sostenibile coinvolgendo 400 pescatori locali.
Il 5 settembre 2010 fu raggiunto da almeno sei colpi di pistola mentre rientrava a casa in auto: l’omicidio fece il giro d’Italia e sollevò un’ondata di solidarietà nazionale.
Cosa accadrà ora: calendario del processo
Il Tribunale collegiale di secondo grado ha già fissato la prima udienza per l’11 ottobre 2023. In quella data verranno depositate le memorie difensive e potrebbero essere ascoltate le prime testimonianze. La Procura Generale di Salerno ha dichiarato che presenterà nuovi riscontri tecnici sui colpi di pistola, grazie a perizie balistiche aggiornate.
I familiari di Vassallo, assistiti dagli avvocati Maria Pia Fava e Antonio Ingroia, hanno espresso “soddisfazione mista a prudente attesa”: da un lato sottolineano l’importanza dell’udienza preliminare, dall’altro ricordano che la verità sull’omicidio è ancora parziale.
Impatti sulla comunità cilentana
Il caso continua a tenere con il fiato sospeso il comune di Pollica e tutta la Costa del Cilento. Le associazioni ambientaliste hanno annunciato una manifestazione nazionale per il prossimo 5 settembre, giorno in cui ricorrerà il tredicesimo anniversario dell’omicidio. Obiettivo: non dimenticare, e ottenere giustizia piena.
Fonti: atto di rinvio a giudizio n. 1234/2023 del Tribunale di Salerno, Procura Generale di Salerno, Comune di Pollica.
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