Sanità Campana fuori dal piano di rientro: De Luca celebra la fine di un’era
È arrivata ufficialmente la bocciatura del piano di rientro sanitario per la Campania. Con una notifica tardiva ma comunque attesa, il Ministero della Salute ha infine riconosciuto il definitivo superamento degli obiettivi imposti dalla legge, mettendo fine a oltre dieci anni di commissariamento straordinario. Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, saluta la decisione come «inutile aspettare la sentenza del Tar» e rivendica i risultati economici e gestionali ottenuti dal 2014 ad oggi.
Il comunicato di De Luca: «Decisione presa da mesi, non per colpa della sentenza»
Furioso per il «temporeggiamento romano», il governatore campano ha diramato una nota in cui chiede chiarezza politica e istituzionale: «Apprendiamo che finalmente il Ministero della Salute ha preso atto dell’uscita della sanità campana dal piano di rientro». De Luca sottolinea che la Campania è tra le quattro regioni italiane (insieme ad Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto) ad aver chiuso con un bilancio sanitario in attivo per più di dieci anni consecutivi.
I numeri del successo campano
Secondo i dati regionali, dal 2014 a oggi sono stati raggiunti tutti gli agglomerati di obiettivi previsti nelle tre aree mediche monitorate:
- Riordino della spesa: riduzione degli sprechi e razionalizzazione delle competenze;
- Piani ospedalieri: riorganizzazione delle reti territoriali e potenziamento della medicina d’urgenza;
- Direzione strategica: introduzione del modello Campania che, grazie al software “Teseo”, ha tagliato tempi di prenotazione e liste d’attesa.
La rivoluzione digitale: “Teseo” e prenotazioni lampo
Uno dei fattori chiave del risanamento è stato l’impiego di “Teseo”, la piattaforma digitale che ha digitalizzato ogni step del percorso: “Prenotazioni, esami, dimissioni, referti: tutto in un click riducendo gli accessi cartacei del 70%», ha spiegato l’assessore alla Sanità, Luca Cascone.
Le reazioni politiche e il nodo del finanziamento
Il consigliere regionale di opposizione Stefano Graziano (FdI) commenta: «La conferma della chiusura del piano è positiva, ma il merito non è solo di De Luca: sono anni che il sistema sanitario locale lavora bene grazie ai medici e al personale». Dal canto suo, il governatore chiede ora al governo nazionale: «Riconoscete il lavoro fatto con maggiori risorse in sede di patto di stabilità».
Cosa cambia per i cittadini campani
1. Nessun ulteriore commissariamento
Da oggi la Regione torna a gestire in piena autonomia il Servizio sanitario regionale, senza più i vincoli del commissario ad acta.
2. Maggiore flessibilità di spesa
L’uscita dal piano libera risorse che potranno essere investite in innovazione tecnologica, contratti di lavoro e nuove strutture.
3. Consolidamento delle eccellenze
Ospedali come Cardarelli, Oncologico di Napoli e Santobono-Pausilipon potranno accedere a finanziamenti nazionali più agevolmente.
Prospettive future: sfida al PNRR e nuove assunzioni
Con l’avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la Campania punta a ottenere oltre 570 milioni di euro per la telemedicina e la diagnostica avanzata. Obiettivo: 2.500 nuove assunzioni di infermieri e 300 medici specialisti entro il 2026. «Una volta superati i paletti europei, potremo concentrarci sulla prevenzione primaria e sulla medicina territoriale», ha concluso De Luca.
Il prossimo passo, dunque, sarà trasformare il risanamento contabile in un modello di sanità di prossimità, capace di tenere i campani a casa propria con cure tempestive e servizi digitali sempre più efficienti.
Lascia un commento