Salerno, abbattuti i pini dell’ex palazzo Sirti: addio al “bosco” di via Rafastia
Non c’è più il verde schermo di pini che per decenni ha celato l’ex palazzo Sirti in via Rafastia a Salerno. Gli alberi sono stati completamente tagliati nel corso dei lavori di riqualificazione dell’edificio, nonostante i numerosi appelli dei residenti che chiedevano di salvare almeno in parte la vegetazione. Le ruspe hanno avuto la meglio, riducendo a ceppi una fila di pini storica e trasformando radicalmente il paesaggio urbano di questo tratto della città.
Cronaca di un abbattimento annunciato (e contestato)
I residenti di via Rafastia hanno assistito impotenti all’operazione. «Abbiamo firmato petizioni, inviato mail all’amministrazione e ai tecnici, ma non è servito a nulla», racconta una abitante che da anni vive di fronte all’edificio. «Per noi quel piccolo bosco era un polmone verde, oltre che una barriera visiva e acustica».
Le segnalazioni, raccolte anche dai comitati di quartiere, erano arrivate alla Soprintendenza e all’ufficio comunale competente. Tuttavia, sul fronte degli oneri di urbanizzazione previsti nell’intervento di ristrutturazione, non è emersa alcuna prescrizione vincolante per la conservazione della vegetazione esistente. Una volta ottenuti i permessi, quindi, la ditta esecutrice ha proceduto spedita.
L’edificio ex Sirti: storia e futuro
Costruito negli anni ’50 come sede centrale della Sirti, l’edificio di sette piani ha ospitato per un lungo periodo anche gli uffici della Procura della Repubblica di Salerno. Dopo essere rimasto semi-dismesso, è stato recentemente acquistato da un fondo immobiliare privato che ha avviato un intervento da 10 milioni di euro per trasformarlo in un centro direzionale con spazi per coworking e servizi.
Cosa cambia nel tessuto urbano
- Perdita di 38 pini adulti di circa 25 anni d’età
- Maggiore esposizione dell’edificio alla luce solare diretta
- Riduzione del confort acustico per le abitazioni su via Rafastia
- Aumento del traffico visivo lungo il tratto di strada
Urbanisti e ambientalisti sottolineano che il taglio dei pini non era inevitabile: «Con tecniche di ingegneria naturalistica si poteva mantenere almeno la metà degli esemplari, intervenendo sulle coronie e sul sistema radicale», spiega l’architetto Carla De Simone, presidente della sezione campana di Italia Nostra.
Le alternative mancate
Secondo il progetto originario, in fase di gara era previsto un intervento di potatura selettiva e non l’abbattimento totale. I residenti, oggi, chiedono trasparenza: vogliono vedere la relazione tecnica che ha motivato la variazione in corso d’opera. Al momento, però, dal Comune di Salerno non arrivano risposte ufficiali.
Prossimi passi: un nuovo ciclo di piantumazioni?
L’impresa appaltatrice, interpellata da questa redazione, ha garantito che verranno piantate nuove alberature di piccola taglia in prossimità dei marciapiedi, rispettando le distanze dalle facciate. Le specie individuate sono Celtis australis (albero di Giuda) e Pyrus calleryana, ritenute più adatte all’ambiente urbano.
Tuttavia, affinché un albero adulto eserciti le stesse funzioni ecologiche di quelli abbattuti, serviranno almeno 15-20 anni. «Non è una sostituzione, ma un ripiego», osserva la dottoressa Maria Verde, biologa ambientale dell’Università degli Studi di Salerno. «Servono piani di compensazione più ambiziosi, con controlli periodici sulle piantumazioni».
Perché questa storia riguarda tutta Salerno
L’episodio dell’ex palazzo Sirti si inserisce in una stagione di grandi trasformazioni urbane – dall’area ex Standa alla zona orientale – in cui il dibattito su verde e cemento è sempre più acceso. Con il Patto per la Città Metropolitana che prevede investimenti per oltre 150 milioni, la sfida sarà conciliare sviluppo economico e qualità della vita.
Per i cittadini, la questione non è solo estetica: ogni albero abbattuto rappresenta una perdita netta di capacità di assorbimento di CO₂, ombreggiamento e biodiversità. D’ora in poi, si spera, le amministrazioni possano introdurre clausole più stringenti per la tutela del verde esistente, rendendo obbligatoria la relazione arboricola per ogni cantiere di riqualificazione.
Salerno cambia volto: l’ex palazzo Sirti svela la sua nuova identità, ma perde il verde che lo ha accompagnato per mezzo secolo. Una lezione, forse, da cui ripartire per costruire una città davvero sostenibile.
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