Delitto Vassallo, Fondazione: «Fiduciosi che la verità emergerà»
La Fondazione Angelo Vassallo esprime fiducia dopo le decisioni del GUP di Salerno sul delitto del sindaco “pescatore”
La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto con fermezza ma anche con fiducia della decisione del Giudice per l’udienza preliminare (GUP) del Tribunale di Salerno, che ha disposto il proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo e il rinvio a giudizio di Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero. Per Romolo Ridosso il processo si svolgerà in rito abbreviato. Un punto di svolta nell’inchiesta sul brutale omicidio del sindaco di Pollica, ucciso il 5 settembre 2010 con sette colpi di pistola nella cittadina cilentana.
I passaggi chiave del provvedimento del GUP
Il provvedimento, emesso lo scorso 9 novembre, ha scagionato il colonnello Cagnazzo, ex comandante della compagnia carabinieri di Vallo della Lucania, da ogni accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, mentre ha rinviato a giudizio:
- Lazzaro Cioffi, ritenuto vicino agli ambienti camorristici del casertano;
- Giuseppe Cipriano, imprenditore edile del luogo;
- Giovanni Cafiero, ex consigliere comunale di Pollica.
Per Romolo Ridosso, ex consulente politico e amico di Vassallo, la scelta del rito abbreviato potrebbe accorciare i tempi del dibattimento, ma non pregiudica la gravità delle contestazioni.
La reazione della Fondazione: «Vogliamo giustizia per Angelo»
In una nota stampa diffusa oggi, la Fondazione fondata dalla famiglia Vassallo sottolinea: «Siamo fiduciosi che la verità emergerà in aula e che si arriverà a individuare chi, nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2010, ha tolto la vita ad Angelo». La Fondazione ricorda che il sindaco era noto per le sue battaglie contro l’abusivismo edilizio lungo il litorale del Cilento e per aver promosso la tutela del mare e della pesca sostenibile, motivo per cui aveva ricevuto minacce da anni.
«Quella sera Angelo tornava a casa dopo una riunione sulla pesca di frodo nel porto di Acciaroli – ricordano i familiari – e non fece più in tempo a scendere dalla sua Panda bianca. L’omicidio è stato subito classificato come “mafioso”: un segnale chiaro a chi voleva continuare a speculare sul territorio».
Il contesto: un omicidio che scosse l’intero Cilento
Il caso Vassallo ha attirato l’attenzione nazionale per la figura del sindaco “pescatore”, ex pescatore diventato primo cittadino di Pollica nel 2006, che aveva trasformato il borgo marinaro in un laboratorio di sostenibilità, promuovendo la Dieta Mediterranea come patrimonio UNESCO e contrastando ogni forma di cementificazione.
Due indagini parallele – una della DDA di Salerno e una della Direzione distrettuale antimafia – hanno ricostruito un presunto giro di interessi che avrebbe visto coinvolti imprenditori, politici locali e clan camorristici, tutti uniti nel voler “silenziare” chi ostacolava i loro affari.
Le prossime tappe del processo
Per l’udienza preliminare dei tre rinviati a giudizio è già fissata la prima udienza il 15 gennaio 2025. Il dibattimento, salto rinvii, potrebbe iniziare in primavera. La Fondazione ha annunciato che si costituirà parte civile al fianco del Comune di Pollica e dell’Avvocatura dello Stato, per «garantire che la memoria di Angelo resti viva e diventi monito per chi oggi, in altri comuni costieri, continua a lottare contro ecomafie e cemento selvaggio».
Conclusione: tredici anni dopo l’omicidio, la speranza di chi ha creduto in Angelo Vassallo è che la parola fine arrivi davvero davanti ai giudici di Salerno, senza più depistaggi o silenzi. La Fondazione e i familiari attendono ora la giustizia definitiva.
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