Campania fuori dal Piano di rientro sanitario: l’analisi di Vietri (FdI) su risultati e prospettive
La Campania esce dal Piano di rientro sanitario: l’intervento di Vietri
La Regione Campania ha di fatto chiuso il capitolo del Piano di rientro sanitario, il meccanismo di vigilanza economica introdotto nel 2007 per ridurre i deficit delle Regioni a statuto ordinario. L’annuncio è arrivato nel corso di un’intervista rilasciata dal deputato di Fratelli d’Italia Luca Vietri, membro della Commissione Affari Sociali della Camera, secondo cui “l’uscita dalla procedura rappresenta un risultato significativo che testimonia il valore della collaborazione istituzionale e del lavoro condiviso tra i diversi livelli di governo”.
Piano di rientro sanitario Campania: cosa è cambiato dopo 17 anni
Il Piano di rientro, attivato dal Ministero della Salute a fronte di disavanzi cronici che nel 2006 avevano superato i 2,8 miliardi di euro, imponeva alla Regione:
- Mandati di pagamento con scadenze trimestrali verso il Ministero;
- Controlli stringenti sulla spesa farmaceutica e sulle assunzioni;
- Tagli lineari ai budget delle aziende sanitarie locali.
Grazie a un progressivo risanamento dei conti – il saldo sanitario nel 2023 si è attestato a -44 milioni, in miglioramento di oltre 300 milioni rispetto al 2022 – la Campania ha ricevuto dal Ministero la formale revoca del Piano, comunicata il 14 giugno al termine di una riunione tecnica tra il Commissario ad acta, dott. Antonio D’Amato, e la struttura tecnica di missione del Ministero della Salute.
Vietri: «Un cambio di passo che ridà fiducia al sistema sanitario regionale»
Luca Vietri ha sottolineato come la “collaborazione leale tra Governo nazionale, Regione e rappresentanze locali” abbia reso possibile un cambio di passo atteso da 17 anni. Il parlamentare di FdI ha inoltre annunciato che il prossimo passo sarà “rafforzare le politiche di prevenzione, investire sul personale medico e infermieristico e ridurre le liste d’attesa, oggi ancora superiori alla media nazionale”.
Quali sono le priorità della sanità campana dopo il Piano di rientro?
1. Piano straordinario contro le liste d’attesa
La Regione ha già stanziato 70 milioni per il biennio 2024-2025 per finanziare interventi mirati su prenotazioni e tempi di diagnosi.
2. Nuove assunzioni e stabilizzazione del personale precario
Previsti 5.000 nuovi contratti a tempo indeterminato tra medici, infermieri e tecnici sanitari.
3. Potenziamento dell’assistenza territoriale
In arrivo 120 nuove Case della Salute e 40 Distretti sociosanitari digitali.
Quali benefici per i cittadini? I dati da monitorare
L’uscita dal Piano di rientro non comporta automatismi, ma elimina i vincoli di spesa che impedivano investimenti strategici. I primi effetti attesi sono:
- Riduzione dei tempi di prenotazione: obiettivo di 30 giorni per le prestazioni specialistiche ambulatoriali entro il 2025.
- Aumento dei posti letto: 450 nuovi posti di terapia intensiva e sub-intensiva già finanziati.
- Maggiore autonomia finanziaria: la Regione potrà contrarre mutui a tasso agevolato per opere edilizie e acquisizione tecnologie.
Il successivo budget di previsione 2025-2027, atteso a ottobre, dovrà confermare la sostenibilità di questi impegni e consolidare il risultato conseguito dopo 17 anni di commissariamento.
Campania: la sfida della sostenibilità dopo il Piano di rientro sanitario
Per evitare il rischio di nuovi squilibri, la Regione ha confermato l’introduzione di un piano di monitoraggio trimestrale dei conti e la creazione di un “Osservatorio permanente sulla spesa sanitaria”, composto da rappresentanti di Regione, Ministero, sindacati e associazioni dei pazienti. Vietri ha concluso: “Dobbiamo rendere irreversibile questo risultato, perché la salute è un diritto e una risorsa strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno”.
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